Venerdì 5 giugno 2026
Venerdì 5 giugno 2026

Società consociata

Home > Territorio e Ambiente > Energia e Ambiente > Legambiente chiede l’abolizione dei sussidi sui combustibili fossili

Legambiente chiede l’abolizione dei sussidi sui combustibili fossili

La causa principale dei cambiamenti climatici è la combustione delle fonti fossili
giornale dei comuni

Tra sussidi diretti o indiretti l’Italia spende 14,8 mld l’anno. Legambiente, insieme ai principali network ambientalisti di tutto il mondo, chiede che i sussidi siano aboliti e che si acceleri sulla decarbonizzazione delle economie.
Questa misura, se adottata, consentirebbe di ridurre le emissioni di CO2 di 750 milioni di tonnellate, 5,8% delle emissioni globali al 2020, contribuendo al raggiungimento della metà dell’obiettivo climatico necessario a contenere l’aumento di temperatura globale di 2°C.
Secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2015 i sussidi alle fonti fossili sono stati pari a 5.300 miliardi di dollari, il 6,5% del PIL mondiale, e più della spesa sanitaria totale di tutti i governi del mondo. Tra i maggiori investitori, la Cina con 2.272 miliardi (+22%), seguita da Stati Uniti con 699 miliardi (+14%) e Russia con 335 miliardi (5.7%). In Europa, la maggior sostenitrice delle fonti fossili è la Germania con 55,6 miliardi di dollari, seguita da Regno Unito con 41,2 miliardi, al terzo posto la Francia con 30,1 miliardi, poi Spagna 24,1 miliardi, Repubblica Ceca 17,5 miliardi e Italia 13,2 miliardi.
Tutte attività che inquinano l’aria, danneggiano la salute e sono la principale causa dei cambiamenti climatici.
“Il nostro Paese – dice il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – continua a comportarsi come se il problema dei sussidi alle fonti fossili semplicemente non esistesse, quando tutte le istituzioni internazionali hanno messo in evidenza come siano una barriera per lo sviluppo di un economia decarbonizzata. Anche la legge di Stabilità 2017 ignora l’argomento e prevede ancora sussidi diretti e indiretti alle fossili. Eppure, oggi le energie pulite sono competitive da un punto di vista dei costi e cancellando questi sussidi potrebbero crescere anche senza incentivi. Cancellare i sussidi alle fonti fossili è infatti la strada più semplice e lungimirante per aprire nel nostro paese uno scenario d’innovazione, con maggiori opportunità e lavoro perché si allarga lo sguardo dalla bolletta energetica a un uso più efficiente dell’energia in edilizia, nell’artigianato e nei servizi, nelle piccole e medie imprese e nei trasporti. Chiediamo a Renzi – conclude Zanchini – di vincere le pressioni delle lobby e di cancellare rendite e sussidi di cui beneficiano le fonti fossili”.

Articoli Correlati

rinnovabili

Impianti rinnovabili, il Consiglio di Stato: senza collaudo finale la PAS non decade

La sentenza chiarisce che il certificato di collaudo è un adempimento successivo e non costitutivo del titolo abilitativo. Il pagamento della sanzione ridotta non vale inoltre come accettazione automatica delle...

Ispra 2026: emissioni nette in calo, l’Italia accelera verso i target 2030

Il Rapporto fotografa i progressi a 11 anni dagli Accordi di Parigi: volano le rinnovabili nei settori industriali (ETS), ma trasporti e riscaldamento restano i nodi da sciogliere per l'Effort...

Carburanti, sostegni a imprese e trasporti: il governo vara il decreto contro il caro energia

Dal taglio temporaneo delle accise ai crediti d’imposta per autotrasporto e agricoltura, fino al rifinanziamento di ex Ilva e al rinnovo del trasporto pubblico locale: le misure del decreto legge...

ANCI Risponde