Non più solo una sperimentazione, ma una leva strategica contro la crisi climatica e la povertà energetica. Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) si consolidano come il cuore pulsante della transizione ecologica italiana, a certificarlo è il nuovo focus di Legambiente “Energia Condivisa: costruire comunità per un futuro 100% rinnovabile”, presentato a Roma in occasione della 3° edizione del Premio C.E.R.S. (Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali).
I numeri
Secondo i dati GSE aggiornati a dicembre 2025, l’Italia conta 1.561 configurazioni di autoconsumo collettivo, con un incremento record del 40% in 3 mesi. Di queste, 904 sono CER (58% del totale), capaci di coinvolgere 8.600 utenti tra cittadini, imprese e associazioni.
La geografia del cambiamento vede il Nord in prima linea: la Lombardia guida la classifica nazionale con 240 configurazioni, seguita da Piemonte (198), Sicilia (180) e Veneto (143). 4 regioni che rappresentano la metà del panorama nazionale, segnale di un territorio che corre più veloce della norma.
Il podio dell’eccellenza: da Trento all’Elba
Il Premio C.E.R.S. 2026, promosso con Generali Italia, ha selezionato 3 storie esemplari tra 60 candidature:
- KönCeRT (Trento): 1° classificata, la cooperativa impresa sociale conta 381 soci. In 3 anni ha trasformato i tetti del territorio in centrali pulite, mettendo al centro democrazia energetica e inclusione
- CER Elba (Livorno): al 2° posto, una realtà da 202 membri che punta all’autosufficienza dell’isola e partecipa al progetto europeo CO₂ Pacman per l’abbattimento dell’impronta carbonica
- CER-Capannori (Lucca): 3° gradino del podio per il progetto toscano che unisce 106 membri con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria e ridurre i costi per le piccole imprese locali.
Nonostante l’entusiasmo dei territori, il percorso è ancora lungo. Il presidente nazionale di Legambiente, Ciafani, sottolinea: «Le CER trasformano il modo di produrre energia, ma serve semplificare e rendere la transizione accessibile a tutti, senza lasciare indietro nessuno».
L’associazione ha presentato un manifesto in 7 punti, tra le richieste: lo scorporo immediato in bolletta (detraendo il valore dell’energia condivisa direttamente dalla fattura), la modernizzazione delle reti per evitare blocchi ai piccoli impianti e l’eliminazione della scadenza del 31 dicembre 2027 per l’attuale quadro normativo, così da garantire certezze agli investitori.
Il dibattito proseguirà a Roma con tavoli tecnici su governance e tecnologie, l’appuntamento è per il 17 e 18 aprile con il Green Energy Day: 2 giorni di visite guidate gratuite in tutta Italia per scoprire le centrali del futuro che appartengono ai cittadini.
Fonte: Legambiente