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Il Freedom of Information Act mercoledì al Consiglio dei ministri

Se entro trenta giorni l’organo interpellato non adempirà alla richiesta del cittadino allora spetterà all'Anac stabilire se il documento richiesto non possa essere reso pubblico o se occorra sanzionare l'ente.
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Trasparenza potenziata con il Freedom of Information Act (Foia), uno dei dieci decreti attuativi del pacchetto Madia che mercoledì approderanno in Consiglio dei ministri. Le Pa saranno obbligate a dare completa pubblicità dei propri atti ai cittadini. Se entro trenta giorni l’organo interpellato non adempirà alla richiesta del cittadino allora spetterà all’Anac stabilire se il documento richiesto non possa essere reso pubblico o se occorra sanzionare l’ente. Ricordiamo che in Italia l’accesso dei cittadini ai documenti della Pubblica amministrazione è limitato. La legge 241/1990 prevede innanzitutto l’obbligo della motivazione. Inoltre, i tempi di risposta risultano quasi sempre particolarmente lunghi. Di qui la necessità di una nuova legge che spinga l’Italia in cima alle classifiche dei Paesi sulla trasparenza del sistema pubblico. Ancora non è così. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto l’accesso alle informazioni detenute dai governi come diritto: oggi più di 90 Paesi democratici hanno un FOIA, e l’Italia ancora non è tra questi.
Nobile intento,tuttavia, ancora prima di essere varato, il Freedom of Information Act è già stato accusato di contenere troppe eccezioni. Secondo gli esperti, ancora una volta ciò rischia di rendere discrezionale l’accesso alle informazioni. Saranno previste restrizioni non solo per i documenti coperti da segreto di Stato, ma anche per altre informazioni che per ragioni di privacy non potranno essere rivelate, tra cui i dati relativi allo stato di salute e alla vita sessuale degli individui. Molti Paesi dispongono da tempo di una normativa simile. Gli Stati Uniti in primis che nel 1966 hanno emanato il loro Freedom of Information Act. Diverse associazioni, come Foia4Italy, si sono battute tenacemente affinché venisse varata una legge sul diritto di accesso esteso a chiunque e senza obbligo di motivazione per tutti i documenti, gli atti, le informazioni e i dati in possesso di un soggetto pubblico. Foia4Italy, ad esempio, ha chiesto che la legge riguardasse anche le società partecipate e i gestori di servizi pubblici e che, dopo tre distinte richieste di accesso negato, l’ente pubblico fosse costretto a pubblicare l’informazione richiesta nella sezione “Amministrazione trasparente” del proprio sito. Purtroppo, il decreto sul Foia, il cui testo è ormai chiuso, non tiene conto di tutte queste istanze.

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