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Viminale: 107mila i migranti nel sistema di accoglienza

Il Ministero studia con l'Anci un sistema di sistemazione capillare
giornale dei comuni

“Attualmente nel sistema di accoglienza in Italia contiamo 107mila migranti: di questi – ha precisato – 7/8mila si trovano nel circuito di primissima accoglienza, circa 21mila sono nel sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che consideriamo un po’ il nostro fiore all’occhiello, e quasi il 70% del totale si trovano nei centri di accoglienza straordinaria”. Lo ha detto il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, in un’audizione al Comitato Schengen.

“Lo sforzo che stiamo facendo – ha aggiunto – è quello di equilibrare. Di recente abbiamo allargato il sistema Sprar di altri 10mila posti, è già stato fatto il bando, ma sono stati presentati progetti solo per 5mila. Per questo si è deciso di allungare i tempi per permettere ai Comuni di presentare nuove progettualità. Naturalmente ci vorrà tempo perchè le cose non sono facili e i soldi sono quelli che sono”.

Manzione ha ricordato che “i Comuni italiani disponibili sono solamente 800 su 8mila, ma il Ministero vuole privilegiare la programmazione attraverso progetti pubblici. Per questo stiamo studiando con l’Anci un sistema di sistemazione capillare, anche con piccolissime presenze numeriche”.

Manzione ha riferito che “da gennaio ad oggi sono sbarcati in Italia 9307. Nel 2014 gli sbarchi sono stati circa 170mila, nel 2015 153.842. Nella prima fase dell’anno c’era stato un incremento significativo che però poi é rientrato”. In questi ultimi due anni, ha aggiunto, “il numero dei migranti è rimasto più o meno lo stesso, ma essenzialmente sono cambiate le nazionalità di origine dei flussi, perchè se nel 2014 c’erano importanti presenze sia di siriani che di eritrei, nel 2015 questi erano fortemente diminuiti. E nel 2016 le nazionalità principali sono tutt’altre: Nigeria, Gambia, Senegal, Mali, Guinea, Costa d’Avorio, Marocco, Somalia, Sudan, Camerun. Il tutto legato alla grande ripresa sulla rotta dei Balcani”.

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