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Trasporto pubblico e Fase 2: INAIL e ISS elaborano documento con ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive

Affrontare il problema della mobilità tutelando la sicurezza della popolazione, con la graduale ripresa delle attività produttive dal 4 maggio
giornale dei comuni

Trasporto pubblico: un nodo da sciogliere cruciale nella fase di graduale riapertura delle attività produttive, prevista per il 4 maggio, che vedrà ripartire costruzioni, manifattura e commercio all’ingrosso. Per gestirne l’impatto, l’Inail in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità ha elaborato un documento tecnico, reso disponibile online sul portale INAIL, che fornisce un’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive mirate a tutelare la sicurezza di milioni di persone che si muoveranno su treni, metro, bus e tram, per raggiungere i luoghi di lavoro, con l’emergenza sanitaria ancora in corso. Mezzi di trasporto sui quali, in questi giorni, sono già partiti test e prove di distanziamento. Il documento è approvato dal Comitato Tecnico Scientifico istituito presso la Protezione Civile.

La ricerca contribuisce a fornire elementi tecnici di valutazione al decisore politico circa l’adozione di misure di sistema, organizzative e di prevenzione, nonché semplici regole per l’utenza per il contenimento della diffusione del contagio sui mezzi di trasporto pubblico collettivo terrestre.
La pubblicazione contiene anche un’analisi di benchmark delle principali misure contenitive adottate per il settore dei trasporti terrestre a livello internazionale.

Uno sguardo di sintesi:
Pendolarismo e tutela di salute e sicurezza dei lavoratori. Sono circa 30 milioni in Italia le persone che si spostano ogni giorno per raggiungere il luogo di studio o di lavoro, secondo dati Istat del 2017. Alcuni studi, citati nella pubblicazione, hanno mostrato che l’uso del trasporto pubblico sia notevolmente diminuito già prima dell’entrata in vigore delle misure di contenimento del contagio, per poi crollare subito dopo. Ora, con la graduale riapertura delle attività produttive, è necessario guardare con particolare attenzione al fenomeno del pendolarismo e tutelare la salute dei lavoratori, non solo sul luogo di lavoro ma anche durante il tragitto casa-lavoro.

Rischio alto nelle ore di punta. Il documento tecnico spiega che, come già osservato nella classificazione Inail 2020, l’intero sistema di trasporto pubblico, deve essere considerato un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta, soprattutto nelle aree metropolitane. E fornisce raccomandazioni differenziate per la gestione del trasporto ferroviario e locale, quali misure organizzative, di prevenzione e protezione, di sanificazione e igienizzazione. Tra queste, il controllo della temperatura corporea nelle stazioni ferroviarie, nuovi criteri di prenotazione dei biglietti e sospensione dei servizi di ristorazione a bordo.

Un’analisi di benchmark sulle esperienze internazionali. Per individuare le misure contenitive, organizzative e di prevenzione più adatte, sono state osservate, attraverso una valutazione comparativa, quelle adottate a livello internazionale per il settore dei trasporti. La pubblicazione riporta le tabelle di America del Nord, Asia, Europa, Australia e Sudafrica. Il riferimento nazionale è stato, invece, il “Protocollo di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica” del 20 marzo 2020 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Proposta di decalogo per gli utenti. Il documento avverte inoltre che le misure contenitive individuate e sottoposte all’attenzione del Governo devono andare di pari passo con la collaborazione attiva degli utenti dei mezzi di trasporto, ai quali è indirizzato, nella parte finale, un decalogo di semplici regole di comportamento da adottare. Con il passare del tempo la conoscenza dell’infezione da SARS-CoV-2 è aumentata ed è in continua evoluzione, per questa ragione saranno possibili ulteriori aggiornamenti all’emergere di nuove evidenze.

Fonte: Inail

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