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Toscana, accoglienza migranti: le proposte di Regione e Anci al Governo

Un programma di otto punti per chiede allo Stato di poter usare gli immobili pubblici vuoti, ma anche incentivi ai Comuni che accolgono i profughi
giornale dei comuni

“In Toscana non ci siamo mai tirati indietro sia come Regione che come enti locali. Serve però una maggiore collaborazione in questo momento e il riferimento istituzionale non può che essere il Governo”. Lo ha sottolineato l’assessore all’immigrazione, Vittorio Bugli.

Fornire incentivi anche fiscali ai comuni che accolgono i profughi, utilizzare gli immobili pubblici vuoti per aumentare i posti letto, partire con il progetto di ospitalità nelle famiglie. Queste alcune delle otto proposte per migliorare il modello diffuso dell’accoglienza dei migranti in Toscana, stilate da Regione e Anci, che saranno presentate al Governo.

Il primo punto è distribuire i profughi su tutto il territorio, incentivando i comuni disponibili rispetto a quelli che non vogliono accogliere. Attualmente, ha ricordato l’assessore Bugli, in Toscana “ci sono circa 7500 richiedenti asilo in 565 strutture, con una media di 13 persone. Questa è il modello toscano dell’accoglienza diffusa. La Toscana con le tendopoli non sarebbe più la Toscana”. Tuttavia, ha ricordato, “ci sono 78 comuni che ancora non hanno ospiti e molti di quelli che accolgono sono sotto la media. Se ci fosse una media uguale su tutto il territorio regionale stimiamo che avremmo altri 2.500 posti in più”.

Regione e Anci chiedono allo Stato di mettere a disposizione gli immobili pubblici non utilizzati, come gli edifici di proprietà dei ministeri, del demanio o delle ferrovie. “Alcuni comuni e la Regione hanno messo a disposizione degli immobili per l’accoglienza, la stessa cosa chiediamo di farla, se è possibile, alle strutture centrali del governo, ai ministeri, alle forze armate ma anche gli istituti come l’Inps, l’Inail – ha spiegato il presidente di Anci Toscana, Matteo Biffoni – se ci sono degli immobili possiamo valutare se sono adatti o non adatti a fare questo tipo di accoglienza. Il tutto sempre con numeri limitati. Anche se fossero grandi strutture come nel caso delle caserme, non significa doverle riempire, ma puntare su piccoli numeri”.

Tra le proposte infine anche la richiesta del via libera nazionale per partire con l’accoglienza nelle famiglie e negli appartamenti, perché in Toscana sono in molti ad essersi resi disponibili ad aiutare i migranti in difficoltà.

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