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Torino completa la rete contro la disoccupazione fragile, 8 Poli per ripartire

Con l'inaugurazione dello sportello di via Stradella, la città attiva un piano da 4 milioni di euro finanziato dal PN Metro Plus. Tra le misure innovative, una "dote individuale" da 2.600 euro per sostenere l'inclusione lavorativa di donne, over-50 e categorie vulnerabili.
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Non un semplice ufficio pubblico, ma un presidio strategico sul territorio. Con il taglio del nastro del nuovo sportello di via Stradella 192, nella Circoscrizione 5, la Città di Torino completa la sua rete dei Poli per l’Occupabilità.

Salgono a 8 le strutture attive sul territorio: un fulcro centrale in via Braccini e 7 sportelli decentrati. L’obiettivo è chiaro: offrire una risposta concreta e di prossimità alla crisi occupazionale che colpisce le fasce fragili della popolazione.

Un piano da 4,3 milioni contro gli effetti della crisi

Il progetto nasce per arginare i danni occupazionali causati dalla pandemia e dalla successiva crisi energetica, fattori che hanno penalizzato soprattutto i contratti a termine e i settori del commercio e del turismo.

Finanziata con 4,3 milioni di euro dal PN Metro Plus, l’iniziativa si rivolge a chi si trova ai margini del mercato del lavoro. I target dell’intervento includono: donne (con carichi di cura o vittime di violenza), disoccupati di lunga durata e inoccupati, lavoratori over-50, persone con bassa scolarità, cittadini stranieri ed extracomunitari.

La novità: una “dote individuale” da 2.600 euro

I Poli non si limitano a incrociare domanda e offerta, ma offrono una presa in carico dell’utente. Accanto ai servizi tradizionali, come l’analisi delle competenze, l’orientamento, la stesura del CV e la preparazione ai colloqui, debutta uno strumento innovativo: la dote individuale da 2.600 euro.

Gestito dall’orientatore, questo pacchetto di servizi può finanziare non solo la formazione specialistica, i tirocini o l’apprendistato, ma anche le spese di conciliazione vita-lavoro. Soldi che possono essere spesi per pagarsi una baby-sitter o un’assistente familiare, abbattendo le barriere personali che impediscono a una persona di cercare o accettare un impiego.

L’intero sistema opera in stretta sinergia con i Centri per l’Impiego, il programma nazionale GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), i servizi sociali e le associazioni di categoria, unendo le risposte professionali a quelle sociali (come il supporto all’housing).

I numeri di un modello

I dati raccolti nei primi 4 mesi di attività (da metà febbraio a inizio giugno 2026) confermano l’alto impatto della misura sul territorio torinese:

Indicatore dell’attivitàNumeri registrati
contatti dai cittadini2.881
servizi erogati1.287
aziende del territorio contattate27
realtà produttive coinvolte nei webinar84 (su 4 incontri)

Dietro questi risultati si muove una macchina organizzativa composta da 31 operatori dedicati, impegnati quotidianamente nella gestione di Job Corner, eventi di valutazione e nell’aggiornamento costante della Bacheca delle Opportunità Lavorative. Con il completamento di questa rete, Torino scommette su un welfare di prossimità capace di trasformare la vulnerabilità sociale in nuova energia produttiva, accelerando la ripartenza economica della città.

Fonte: Dipartimento per le politiche di coesione  

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