Il 2025 è stato il secondo anno più caldo mai registrato per i mari italiani dal 1982. Secondo il rapporto “Il clima in Italia nel 2025” del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), la temperatura media del mare ha raggiunto i 20 gradi, con un’anomalia di +1,18°C rispetto alla media del periodo 1991-2020 e picchi superiori ai 26 gradi nei mesi di luglio e agosto.
Anche la temperatura dell’aria conferma il trend di riscaldamento osservato negli ultimi decenni, con un valore medio superiore di 1,03°C rispetto al riferimento climatologico. Tutti i mesi dell’anno, ad eccezione di ottobre e novembre, sono risultati più caldi della norma, mentre giugno è stato il secondo più caldo della serie storica dopo il 2003.
Sul fronte delle precipitazioni, il bilancio nazionale è sostanzialmente nella media (+1%), ma con forti differenze territoriali. Il Nord ha registrato un aumento delle piogge del 7%, migliorando la disponibilità delle risorse idriche, mentre il Centro è rimasto in linea con la media e il Sud, comprese le Isole, ha fatto segnare un calo del 5%, con lunghi periodi senza precipitazioni.
La siccità continua infatti a interessare soprattutto il Centro-Sud, seppur con intensità inferiore rispetto agli anni precedenti. In Sicilia la severità idrica è rimasta elevata per tutto l’anno, mentre a livello nazionale la disponibilità d’acqua è stimata in 128 miliardi di metri cubi, oltre il 7% in meno rispetto alla media storica e il 19% in meno rispetto al 2024.
Il rapporto ricorda anche i principali eventi meteorologici estremi del 2025, tra cui le violente ondate di maltempo che hanno colpito Piemonte e Valle d’Aosta ad aprile e il Friuli-Venezia Giulia a novembre, causando alluvioni, frane e vittime.
Per SNPA i dati confermano la necessità di accelerare sia le politiche di riduzione delle emissioni di gas serra sia le misure di adattamento ai cambiamenti climatici, per rendere territori, infrastrutture e comunità più resilienti agli effetti della crisi climatica.