Venerdì 10 luglio 2026
Venerdì 10 luglio 2026

Società consociata

Home > Comunità e Welfare > Immigrazione > Sono 30 gli enti locali al loro primo ingresso nella rete Sprar

Sono 30 gli enti locali al loro primo ingresso nella rete Sprar

giornale dei comuni

Con decreto del Ministro dell’interno sono stati ammessi al contributo 73 progetti che, da dicembre 2015 a dicembre 2016, assicureranno l’attivazione di 1.010 nuovi posti per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati nella rete del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Il decreto del 3 dicembre 2015 ha adottato, sentita la Conferenza Stato-Regioni, la graduatoria dei progetti ammessi al finanziamenti approvato dalla competente Commissione lo scorso 23 novembre all’esito della valutazione delle richieste di contributo da parte degli Enti locali. I 73 nuovi progetti approvati in altrettanti enti locali, di cui 30 al loro primo ingresso al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, vanno ad aggiungersi così a quelli finanziati con il precedente bando, ampliando la rete di nuovi posti di accoglienza, con uno stanziamento dedicato pari a 21 milioni di euro.

Articoli Correlati

immigrazione

Rete SAI, via libera a più domande di finanziamento per ampliare i posti di accoglienza

Il Ministero dell'Interno introduce una deroga alle linee guida del 2019: gli enti locali già aderenti al Sistema di accoglienza e integrazione potranno presentare un'ulteriore richiesta di fondi per potenziare...
immigrazione

Immigrazione: la clausola di salvaguardia cede davanti alle esigenze straordinarie dei cas

Il Consiglio di Stato chiarisce il rapporto tra i sistemi di accoglienza e i poteri del prefetto: il parere dei comuni è obbligatorio ma non vincolante...
immigrazione stranieri

Asilo, la Cassazione: non basta parlare di “stigma sociale” per le vittime di mutilazioni genitali

Annullata con rinvio una decisione del Tribunale di Roma. I giudici chiariscono che va valutato il rischio complessivo di persecuzioni, discriminazioni e trattamenti degradanti nel Paese d’origine....

ANCI Risponde