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Si celebra oggi la giornata internazionale del migrante

Secondo l'Unhcr il 2015 potrebbe essere l'anno in cui le persone costrette a fuggire supereranno i 60 milioni per la prima volta
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Si celebra oggi la Giornata Internazionale del Migrante, istituita nel 2000 dalle Nazioni Unite. La data fu scelta per richiamare la Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle Loro Famiglie, adottata il 18 dicembre del 1990 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Molte le iniziative previste per celebrarla. Secondo l’Unhcr, Il 2015 potrebbe essere l’anno in cui le persone costrette a fuggire supereranno i 60 milioni per la prima volta. Il numero totale dei rifugiati nel mondo, che un anno fa era di 19,5 milioni, ha superato la soglia dei 20 milioni a metà del 2015. Le richieste d’asilo sono aumentate del 78 per cento. Il numero totale dei rifugiati nel mondo, che un anno fa era di 19,5 milioni, ha superato la soglia dei 20 milioni (20,2 milioni) a metà del 2015, per la prima volta dal 1992. Le richieste d’asilo sono aumentate del 78 per cento (993,600) rispetto allo stesso periodo del 2014 mentre il numero di sfollati interni è salito di 2 milioni, fino a circa 34 milioni. Il nuovo rapporto dell’UNHCR avverte che nel 2015 si potrebbero superare tutti i precedenti record di migrazioni forzate. Considerato che il report si riferisce solo alle persone protette dall’UNHCR (il numero totale, che comprende anche chi non riceve la protezione dell’Agenzia, sarà disponibile solo a metà 2016), il 2015 potrebbe essere l’anno in cui le persone costrette a fuggire supereranno i 60 milioni per la prima volta. Ad oggi, una persona su 122 è stata costretta ad abbandonare la propria casa. Il rapporto Mid Year Trend dell’UNHCR copre il periodo tra gennaio a giugno del 2015, ed ha come focus le migrazioni forzate causate da conflitti e persecuzioni. Il rapporto mostra un trend in rosso per le tre maggiori categorie di migrazioni forzate – rifugiati, richiedenti asilo e persone costrette a fuggire all’interno dei loro paesi. L’Alto Commissario per i Rifugiati Antonio Guterres ha dichiarato: «Le migrazioni forzate hanno una grande influenza sui nostri tempi. Toccano le vite di milioni di esseri umani come noi – sia quelli costretti a fuggire che quelli che forniscono loro riparo e protezione. Non c’è mai stato così tanto bisogno di tolleranza, compassione e solidarietà con le persone che hanno perso tutto». «Nel mondo ci sono 60 milioni di persone che vivono una condizione di migrazione forzata. Il 2015 sarà ricordato come l’anno del grande esodo dei rifugiati verso il cuore dell’Europa. Per la prima volta l’Europa si è trovata a vivere ciò che gli altri continenti vivono da sempre. In Italia sono arrivate circa 140mila persone. I toni sono andati dal ‘sono troppì al ‘ci stanno invadendò. Basta però arrivare in Grecia per capire che sono arrivate circa 800mila persone. Se da noi c’era l’invasione, cosa ci doveva essere in Grecia?». Così la presidente della Camera Laura Boldrini, intervenendo al convegno ‘Immigrazione: un’opportunità economicà in corso a Montecitorio. «I numeri possono sembrare epici, apocalittici, ma bisogna allargare la lente ancora di più. Arriviamo in Giordania, in Turchia, in Libano. In Turchia ci sono 2 milioni di rifugiati siriani. In Libano, un paese di 4 milioni e mezzo di abitanti, sono arrivati un milione e 200mila rifugiati. I fenomeni si capiscono solo se si inseriscono nel contesto in cui si sviluppano, altrimenti si ha una visione distorta che fa il gioco solo di chi vuole fare propaganda», ha aggiunto Boldrini. «Senza i migranti fra qualche decennio i Paesi europei saranno spopolati e abitati da anziani. A dirlo non è qualche Ong ma gli istituti statistici e italiani ed europei, i quali si pongono questa domanda: ‘chi pagherà le pensioni nel 2060, quando nella Ue vi saranno 2 giovani per anzianò? In Italia – ha sottolineato la terza carica dello Stato – questa realtà avverrà prima, nel 2035, se non saremo abbastanza lungimiranti da consentire una presenza adeguata di migranti».

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