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Sardegna, due delibere contro lo spopolamento delle zone rurali

Dopo l’approvazione da parte del Parlamento della legge sullo spopolamento dei piccoli comuni si muove anche la Regione
giornale dei comuni

In Sardegna si dice che l’Isola si stia trasformando in una ciambella: gli abitanti dei paesini dell’entroterra si spostano, ormai in massa, verso le coste, lasciando un vuoto che non è soltanto strutturale, economico e sociale ma soprattutto culturale. Una regione che ha conservato così gelosamente le sue tradizione, con la dispersione delle sue genti, sta perdendo la su identità più profonda.  Nel frattempo, dopo l’approvazione da parte del Parlamento della legge sullo spopolamento dei piccoli comuni, si muove anche la Regione Sardegna. La Giunta regionale, infatti , nella seduta di ieri, ha adottato due delibere in continuità con lo sviluppo di strumenti di studio e operativi per l’attuazione della pianificazione paesaggistica del territorio regionale. La prima – chiarisce una nota – prosegue l’attività avviata nel 2015 sia per l’individuazione dei paesaggi rurali caratterizzanti il territorio isolano, propedeutici allo sviluppo della pianificazione paesaggistica delle aree interne, sia per la pianificazione del territorio rurale, quali strumenti di riferimento per i Comuni nella definizione dei Piani urbanistici. La seconda delibera definisce le direttive di attuazione dei programmi integrati per il recupero e la valorizzazione delle zone A (centri storici) e B (zone di completamento dei centri urbani), anche attraverso la riqualificazione di edifici ceduti a prezzo simbolico ai Comuni o ai privati cittadini.

“Si tratta – spiega l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu – di due delibere che si inseriscono nelle azioni della Giunta volte al contrasto dello spopolamento nelle zone rurali e interne, con il pieno coinvolgimento degli enti locali e dei privati. In merito alla prima delibera è doveroso sottolineare che la ricerca si avvale della piena collaborazione delle Università di Cagliari e Sassari, dell’Isre (Istituto superiore regionale etnografico) per gli aspetti identitari legati al paesaggio, e dell’Anci Sardegna per promuovere e incoraggiare la partecipazione attiva degli enti territoriali nel riconoscimento degli stessi paesaggi. Per quanto riguarda la seconda delibera, oltre alle direttive, va evidenziato che per l’attuazione dei programmi integrati ci avvarremo di specifici finanziamenti regionali: 25 milioni di euro suddivisi in tre linee, che ci consentiranno di compiere ulteriori, importanti passi avanti”.

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