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Roma: un Centro Antiviolenza a Corviale, la svolta parte dalla periferia con la co-progettazione

Il Comune pubblica l'avviso per il CAV nella Trancia H del "Serpentone". Finanziato dal PN Metro Plus, il servizio unirà amministrazione e terzo settore per accompagnare le donne verso l'autonomia
women of different ethnicities together. transparent background.

Un segnale di attenzione verso le periferie e la tutela delle donne arriva dal Comune di Roma tramite un progetto del PN Metro Plus, l’amministrazione ha pubblicato l’Avviso pubblico per la realizzazione di un Centro Anti Violenza (CAV) nel quartiere Corviale. La struttura nascerà nella Trancia H (il 6° lotto), situata nella parte finale del lungo edificio noto come “Serpentone”.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’intervento “Violenza maschile sulle donne: dall’emergenza all’autonomia” (Priorità 4 “Servizi per l’inclusione e l’innovazione sociale”). Il piano, che conta su un investimento di 6 milioni di euro, punta a rafforzare la rete cittadina con hub di emergenza, case rifugio, la piattaforma tecnologica M.A.R.A. e 4 nuovi CAV, tra cui quello di Corviale.

Rigenerazione urbana e sociale. Il nuovo centro fa parte di una strategia integrata per il rilancio di Corviale, una delle aree più complesse e fragili della periferia romana, nello stesso quartiere il PN Metro interverrà anche con l’apertura di una sede della Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE). L’obiettivo è generare una rinascita, trasformando il quartiere in un luogo sicuro, inclusivo e solidale grazie alla sinergia tra servizi sociali, innovazione e rigenerazione urbana.

I servizi e il metodo della co-progettazione. Il CAV ospiterà i suoi spazi in un locale commerciale di 102 mq. al 1° piano, accanto al punto Farmacap. Offrirà servizi gratuiti di orientamento, supporto psicologico, assistenza legale, mediazione culturale e percorsi di accompagnamento per le donne vittime di violenza (fisica, psicologica, economica, sessuale o digitale) e per i loro figli minori, senza vincoli legati alla residenza.

La scelta della co-progettazione nasce dalla volontà di costruire un percorso condiviso. Questo metodo unisce le risorse e l’indirizzo strategico della Pubblica Amministrazione con l’esperienza sul campo degli Enti del Terzo Settore, garantendo un servizio flessibile, radicato nel territorio e focalizzato sull’autonomia a lungo termine delle donne.

Risorse, requisiti e scadenze. Per la gestione, il locale e l’allestimento di base, il Comune mette a disposizione 180.000 euro, il progetto avrà una durata di 18 mesi, dal 2 gennaio 2027 al 30 giugno 2028. L’avviso si rivolge agli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS (associazioni, fondazioni, cooperative sociali) con una esperienza nel contrasto alla violenza di genere. L’ente gestore dovrà rispettare il “Catalogo delle Buone Prassi dei Servizi Antiviolenza”, validato a novembre 2025 dalla Cabina di regia cittadina.

Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 30 luglio 2026 esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo: protocollo.pariopportunita@pec.comune.roma.it.

Fonte: comune di Roma

 

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