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Riforma fiscale, il Governo vara il decreto correttivo per Irpef e imprese

Il provvedimento integra le norme su carichi di famiglia e redditi da lavoro dipendente, introducendo nuove regole per la correzione degli errori contabili e la fiscalità internazionale.
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo n. 192 del 18 dicembre 2025: si tratta di un ampio pacchetto di disposizioni integrative e correttive che intervengono su pilastri fondamentali del sistema tributario, dall’Irpef all’Ires, passando per la fiscalità internazionale e le sanzioni. Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e già in vigore, punta a rendere più coerente l’applicazione delle nuove aliquote e a semplificare i rapporti tra fisco e contribuenti.

Novità per i familiari a carico

Una delle modifiche più rilevanti riguarda l’articolo 12 del Tuir: la nuova formulazione chiarisce chi debba essere considerato familiare a carico ai fini fiscali, includendo esplicitamente il coniuge non separato, i figli (anche adottivi o affidati) e i conviventi del coniuge deceduto. La norma precisa che, per essere considerati fiscalmente a carico, tali soggetti devono rispettare i limiti di reddito complessivo già previsti dalla normativa vigente, garantendo maggiore certezza nei calcoli delle detrazioni.

Imprese e bilanci: la gestione degli errori

Il decreto introduce novità sostanziali per il reddito d’impresa, in particolare sul fronte della “derivazione rafforzata”: per le società che sottopongono il bilancio a revisione legale, la correzione di errori contabili (non rilevanti) assumerà valore fiscale se effettuata entro l’approvazione del bilancio dell’esercizio successivo. Questa misura mira a ridurre il contenzioso, permettendo di allineare i valori fiscali a quelli contabili senza incorrere in sanzioni, purché la correzione avvenga prima dell’inizio di verifiche o ispezioni amministrative.

Fiscalità internazionale e Global minimum tax

Ampio spazio è dedicato all’adeguamento delle norme sulla fiscalità internazionale: il provvedimento recepisce le ultime indicazioni dell’Ocse e della direttiva Ue sulla tassazione minima globale (Global minimum tax). Vengono ridefiniti i criteri di localizzazione delle entità e le modalità di calcolo dell’imposta integrativa, con l’obiettivo di evitare fenomeni di doppia imposizione o, al contrario, di erosione della base imponibile per i grandi gruppi multinazionali.

Sanzioni e riscossione

Il decreto non tralascia il comparto sanzionatorio: sono state introdotte modifiche ai testi unici delle sanzioni amministrative e penali, oltre a correttivi in materia di imposta di registro e successioni. In particolare, per quanto riguarda gli obblighi informativi sui gruppi multinazionali, il sistema sanzionatorio viene rimodulato con un tetto massimo di un milione di euro per le violazioni riguardanti ciascun esercizio, prevedendo riduzioni del 50 per cento per i primi tre anni di applicazione delle nuove regole.

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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