Il nuovo Piano casa entra nella sua fase operativa: con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo coordinato del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, integrato con la legge di conversione 2 luglio 2026, n. 116, il Governo vara un pacchetto di misure straordinarie e urgenti per incrementare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili. Il provvedimento punta alla rigenerazione urbana e al recupero degli immobili pubblici inutilizzati per contrastare il degrado urbanistico e sociale.
I destinatari principali del piano sono i giovani, gli studenti universitari, i lavoratori fuori sede (compreso il personale scolastico, sanitario e delle Forze dell’ordine), le giovani coppie, i genitori separati e gli anziani, attraverso specifici modelli di coabitazione solidale.
Stanziamenti e gestione delle risorse
Per l’attuazione del programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio abitativo è autorizzata una spesa complessiva di 970 milioni di euro, ripartita dal 2026 al 2030. A queste risorse si aggiungerà una quota pari al 50% dei fondi europei del Fondo sociale per il clima destinati alle famiglie vulnerabili.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti erogherà i contributi ai comuni e agli enti di edilizia cimicistica (gli ex Iacp) attraverso una convenzione con Invitalia, che gestirà operativamente le risorse finanziarie. La selezione dei progetti avverrà tramite avvisi pubblici, premiando le proposte capaci di ridurre i canoni d’affitto e quelle realizzate in partenariato pubblico-privato.
Un commissario straordinario per accelerare i cantieri
Al fine di garantire tempi certi e superare i blocchi burocratici, il decreto prevede la nomina di un commissario straordinario, che resterà in carica fino al 31 dicembre 2027. Il commissario disporrà di poteri speciali e potrà agire tramite ordinanze in deroga a ogni disposizione di legge non penale, fatti salvi i vincoli antimafia, europei e di tutela dei beni culturali.
Tra i compiti principali del commissario figurano:
- l’avvio immediato di una ricognizione straordinaria degli immobili di proprietà dello Stato, delle regioni e degli enti locali inutilizzati o non redditizi;
- la definizione di un elenco di beni da destinare all’edilizia sociale tramite concessioni dei diritti di superficie per una durata minima di 25 anni;
- il potere di proporre al Consiglio dei ministri il superamento di eventuali dissensi o dinieghi espressi dalle amministrazioni pubbliche in conferenza di servizi.
Il monitoraggio complessivo del piano e la definizione delle priorità territoriali saranno affidati a una Cabina di monitoraggio presieduta dalla Presidenza del Consiglio o dal Ministero delle infrastrutture.
Tutele per la morosità e priorità per le disabilità gravi
Il provvedimento introduce anche importanti strumenti di protezione sociale:
- Fondo di garanzia per la morosità incolpevole: con una dotazione iniziale di 24 milioni di euro per il biennio 2026-2027, il fondo coprirà i canoni e i depositi cauzionali degli inquilini di edilizia pubblica che si trovano nell’impossibilità di pagare per cause indipendenti dalla propria volontà;
- Priorità per le disabilità gravi: le persone con disabilità permanente accertata (ai sensi della legge 104) o i nuclei familiari che convivono da almeno due anni con un parente con disabilità grave rientrano tra le categorie prioritarie per l’accesso al Fondo di garanzia per la prima casa. La garanzia statale sui mutui sarà pari al 50% della quota capitale, ma salirà all’80% per i richiedenti con un Isee non superiore a 40.000 euro annui.