Venerdì 5 giugno 2026
Venerdì 5 giugno 2026

Società consociata

Home > Attualità > Non solo Recovery Fund. Nel 2021-27 per il Sud 140 miliardi di fondi aggiuntivi europei e nazionali

Non solo Recovery Fund. Nel 2021-27 per il Sud 140 miliardi di fondi aggiuntivi europei e nazionali

Il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, è stato audito dalle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato
giornale dei comuni

Il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, è stato audito dalle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato sulle linee del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”. È stata l’occasione per affermare che la coesione territoriale è la priorità del progetto per l’Italia. E per fare il punto su tutti i fondi aggiuntivi di investimento destinati al Sud dal 2021 al 2027.

A fronte della quota di aiuti (grants) del Recovery, pari a circa 65 miliardi, che almeno per il 34% devono essere destinati al Sud (anche se deve prevalere l’analisi dei fabbisogni di investimento che, in alcuni settori, penso alle infrastrutture, è anche superiore), nelle pieghe del negoziato europeo l’Italia ha ottenuto una quota di risorse per la coesione senza precedenti. Sulla base delle stime di riparto e delle interlocuzioni con la Commissione, avremo complessivamente una quota di 43 miliardi di fondi strutturali europei per il ciclo 2021-2027, a cui vanno aggiunti il cofinanziamento regionale e nazionale che, parametrato al ciclo precedente, attiverebbe una quota di risorse per programmi operativi nazionali e regionali di circa 80 miliardi di risorse fresche.

La gran parte è destinata allo sviluppo del Sud, una mole senza precedenti. Dalla quota di aiuti del Recovery (escluso i prestiti, loans) avremo “almeno” 25 miliardi, e la gran parte dei 10 miliardi di React-Eu. Dai fondi strutturali (con il cofinanziamento), secondo il riparto attuale, circa 52 miliardi. Al Mezzogiorno è destinato l’80% del Fondo Sviluppo e Coesione, che per il prossimo ciclo 2021-27 cresce fino allo 0,6% del PIL, oltre 73,5 miliardi. Complessivamente, la spesa “aggiuntiva” attivabile al Sud raggiungerebbe circa 140 miliardi di euro, oltre l’1% del Pil nazionale in media annua. Per la prima volta dagli anni della Golden Age – quando la spesa per l’intervento straordinario non superava lo 0,8% del Pil nazionale – abbiamo l’opportunità storica di coniugare sviluppo nazionale e coesione territoriale.

“Abbiamo le risorse, abbiamo gli strumenti, ora dobbiamo attrezzare la nostra macchina pubblica a realizzarli. E dobbiamo suscitare le intelligenze dei luoghi, delle persone che li abitano, e che hanno il diritto di costruirsi il futuro”, ha concluso il ministro, “è la grande occasione dell’Italia. E finalmente, anche del Sud. Ora è compito di tutti, non solo del Governo, lavorare per non sprecarla”.

Articoli Correlati

libere

«Libere anche qui»: nasce la campagna nazionale contro la violenza di genere digitale. I Comuni chiamati ad agire

Presentata al Senato la campagna sul consenso digitale: un Atlante in 15 punti, una mozione tipo per i Consigli comunali e la richiesta di una legge ad hoc. Dai deepfake...
gemini generated image hl0qf0hl0qf0hl0q

Latina contro il caporalato: il Comune sperimenta un modello nazionale di inclusione lavorativa

160.000 euro per programmi individuali di assistenza e avviamento al lavoro per le vittime dello sfruttamento. Il progetto ANCI, attivo fino al 2027, mette in rete SAI, sindacati e servizi...
accesso agli atti

Accesso agli atti, sì al concorrente dello stesso mercato anche fuori dalla gara

Il Consiglio di Stato riconosce la legittimazione all’accesso documentale per l’operatore economico attivo nello stesso settore della concessione, anche se non ha partecipato alla procedura di affidamento, quando intenda verificare...

ANCI Risponde