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Napoli e Bologna si confrontano sulle politiche giovanili attive nelle due città

La scorsa settimana alcuni rappresentanti del Comuni di Napoli e Bologna si sono incontrati per fare il punto sulle politiche giovanili e analizzarne i diversi casi studio
giornale dei comuni

Nel capoluogo campano due esperienze messe in campo per i giovani con problemi d’inserimento sociale vengono guardate con interesse anche da altre città: sono la pizzeria dell’Impossibile (scuola per pizzaioli rivolta ai minori a rischio di Napoli) e la casa dei giovani di Pianura, uno spazio dedicato alla cultura e a diverse attività ricreative. Per osservare da vicino queste iniziative e in un’ottica di più ampia collaborazione, il vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, e gli assessori partenopei al welfare, Roberta Gaeta, e alle Politiche giovanili, Alessandra Clemente hanno incontrato il vicesindaco di Bologna Marilena Pilati, l’assessore bolognese al welfare, Luca Rizzo Nervo, e i presidenti delle Acli delle due realtà urbane: Gianvincenzo Nicodemo e Filippo Diaco.

“Siamo molto contenti – ha dichiarato il vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice – di questo confronto con Bologna poichè è l’avvio di un dialogo tra le città, che sono i livelli istituzionali più direttamente coinvolti nella vita quotidiana dei cittadini. In questo momento storico che conosce situazioni sociali inedite è essenziale il confronto sulle scelte adottate dalle diverse amministrazioni”. “La vicinanza di istituzioni, che pure sembrano lontane e operano in contesti diversi per dimensioni, storia e contesto sociale è molto più evidente quando ci si confronta – ha detto il vicesindaco di Bologna Marilena Pilati – perché ci sono obiettivi comuni. Un’esperienza come quella di Napoli in certi ambiti può essere davvero di grande aiuto per una città come Bologna, che solo di recente ha dovuto affrontare criticità legate a trasformazioni sociali molto forti”. “Abbiamo messo a fuoco – ha spiegato a sua volta l’assessore napoletano al welfare Roberta Gaeta – le problematiche che ci accomunano, per raccogliere proposte operative da condividere a partire dalle specifiche esperienze territoriali. I bisogni dei cittadini sono punti in comune nei quali riconoscersi, perché è basilare mettere al centro le persone”. “La messa in comune di buone pratiche, ma anche la messa in comune di problemi irrisolti credo che possa aiutarci a superarli – ha aggiunto Luca Rizzo Nervo –. Viviamo come tutte le città un’evoluzione demografica e sociale molto forte I temi dei migranti e della povertà, che si è inserita nelle nostre città con una forza prima sconosciuta, ci chiedono d’immaginare soluzioni nuove”. “Mettiamo in piedi un vero e proprio cantiere tra pubbliche amministrazioni tra due città importanti come Bologna e Napoli – ha concluso Clemente. Questo è un primo passo per lo sviluppo di azioni concrete e forti per i ragazzi delle città”.

 

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