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Le multe valgono 2,6 miliardi ma i Comuni incassano poco più di un miliardo

Il fenomeno della scarsa riscossione emerge da un’indagine della Cgia di Mestre
giornale dei comuni

Il tesoro delle multe elevate dalla polizia locale agli automobilisti indisciplinati ammonta a 2,608 miliardi. Ma i Comuni incassano concretamente soltanto il 40,8% del totale. Il dato è relativo al 2017 per l’intero territorio. Netto il peggioramento rispetto al decennio precedente. Nel 2007, invece, l’importo delle multe dei vigili era stato pari a 1,55 miliardi e la percentuale d’incasso si attestava sul 59,1%. A chiarire il fenomeno della scarsa riscossione è la Cgia di Mestre sulla base di dati Istat. E’ d’obbligo, tuttavia, un’avvertenza: La ricerca prende in considerazione il pagamento entro i 60 giorni previsti dalla legge. Non si può quindi escludere che parte delle contravvenzioni “dimenticate” sia poi stata pagata successivamente con i passaggi previsti dalla legge, magari con la rottamazione delle cartelle esattoriali. Comunque,  resta il fatto che in 10 anni l’importo delle multe elevato dai vigili urbani soa aumentato del 68,3% e che circa un 60% dei guidatori indisciplinati non abbia pagato la sanzione.

“È evidente – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo – che attraverso l’utilizzo dei rilevatori elettronici di velocità, molte amministrazioni comunali abbiano fatto cassa, coprendo una parte dei mancati trasferimenti imposti per legge dallo Stato centrale. Detto ciò, è utile ricordare, soprattutto ai Sindaci, che gli automobilisti, e in particolar modo i conducenti professionali, non sono dei bancomat. Molti enti locali, pertanto, dovrebbero utilizzare gli autovelox e/o i T-red con maggiore attenzione, tenendo conto delle fasce orarie della giornata che, come si sa, registrano flussi di traffico molto differenziati”.

Al di là di come la si pensi sull’utilizzo degli autovelox e sul fare cassa, bisogna riconoscere che dall’elaborazione della Cgia emergono alcuni aspetti interessanti a cominciare dalle differenze territoriali. Due anni fa nei Comuni delle regioni del Centro Italia sono state elevate multe per 823 milioni di euro (incassato solo il 33%). Situazione difficile anche al Sud con 567,2 milioni di contravvenzioni e una percentuale d’incasso pari al 32%. Meglio nel Nord-ovest con 820,1 milioni e una riscossione del 45,9%. La zona maggiormente virtuosa è il Nord-est, 397,5 milioni e una percentuale d’incasso che arriva al 58,9%. Al top degli incassi si collocano il Friuli Venezia Giulia, con una riscossione del 63,4%, la Valle d’Aosta (62,6%) e Basilicata (61,7%). In coda invece troviamo: Lazio (26,3%), Campania (24,3%), Sicilia (20,3%).

La Cgia ricorda, infine, che dallo scorso 1° gennaio è scattato l’adeguamento biennale degli importi delle multe stradali con un aumento del 2,2%. I costi di alcune delle contestazioni più diffuse vanno dai 26 euro della violazione delle strisce blu agli 847 euro dell’eccesso di velocità oltre i 60 km/h. Questi importi però sono stati aggravati, a partire dal 10 giugno, nei casi in cui la notifica sia consegnata al trasgressore da Poste italiane. Infatti le Poste hanno aumentato le tariffe per la spedizione, dopo le recenti modifiche di legge che hanno reintrodotto la cosiddetta Can, vale a dire la Comunicazione di avvenuta notifica. Per la spedizione più diffusa, quella di lettere/plichi di peso fino a 20 grammi, il costo è salito da 6,80 a 9,80 euro.

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