L’Istat rende disponibili i primi risultati di un progetto volto a misurare il disagio socio-economico delle famiglie a livello sub-comunale per 25 città italiane, tra cui Bari, Milano, Roma e Napoli. L’indagine, basata sui dati del censimento 2021, definisce il disagio socio-economico come la difficoltà degli individui nel soddisfare i bisogni fondamentali a causa di carenze economiche, lavorative, sociali ed educative.
Per rilevare le aree più critiche, l’Istat ha sviluppato l’Indice di Disagio Socio-Economico (IDISE), un indicatore composito costruito su nove parametri, che vanno dal tasso di occupazione alla condizione abitativa degli anziani, dall’istruzione alla stabilità lavorativa. L’IDISE consente di confrontare le diverse sezioni dei comuni e di identificare zone a maggiore vulnerabilità.
I dati sono disponibili sia per Aree Sub-Comunali (ASC), suddivisioni amministrative o toponomastiche del territorio, sia per Aree di Disagio Urbano (ADU), raggruppamenti di sezioni con livelli elevati di disagio. Le informazioni, corredate da mappe interattive e indicatori socio-demografici, costituiscono uno strumento prezioso per amministratori e policy maker per definire interventi mirati.
Il progetto, ancora in fase sperimentale, sarà esteso a un numero più ampio di comuni e aggiornato periodicamente, migliorando la capacità di individuare e monitorare le aree più vulnerabili del Paese.