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Gibellina inaugura il 2026 da Capitale dell’Arte Contemporanea: presente il Ministro Giuli

Il 15 gennaio la cerimonia ufficiale apre un anno di progetti culturali e di rigenerazione nel segno dell’arte, a 58 anni dal terremoto del Belìce
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Gibellina apre ufficialmente il suo anno da Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Giovedì 15 gennaio, alle 11.30, nella Sala Agorà del Comune, si terrà la cerimonia inaugurale alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. La data scelta ha un forte valore simbolico, coincidendo con l’anniversario del terremoto del 1968 che colpì la Valle del Belìce e segnò profondamente la storia della città.

L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura attraverso il Dipartimento per le Attività Culturali e la Direzione Generale Creatività Contemporanea, mira a valorizzare l’arte contemporanea come strumento di rigenerazione urbana, sociale e territoriale. Gibellina è il primo comune italiano a ottenere questo riconoscimento nazionale, grazie a un programma annuale ritenuto innovativo e di forte impatto per l’intero territorio.

Il progetto vincitore, intitolato “Portami il futuro”, ha convinto la giuria presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo per la qualità delle azioni proposte e per la loro capacità di incidere sia sulla comunità locale sia sul dibattito culturale nazionale.

L’apertura della cerimonia sarà affidata all’Orchestra Filarmonica del Sud (FIDES), progetto speciale finanziato dal MiC e diretta dal maestro Antonio Giovanni Bono, con l’esecuzione dell’Inno nazionale e dell’ouverture da “La Forza del Destino” di Giuseppe Verdi.

Momento centrale dell’evento sarà la proiezione di due contributi video inediti realizzati nei luoghi simbolo di Gibellina: il Grande Cretto di Alberto Burri, con la lettura della “Poesia Gibellina” della scrittrice e poetessa Marilena Renda, e la Montagna di Sale di Mimmo Paladino, che farà da scenario a una performance musicale del sassofonista jazz Francesco Cafiso.

Il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea assume per Gibellina un valore strategico e identitario: l’arte, già motore della rinascita dopo il sisma, diventa oggi strumento di coesione sociale e occasione di riflessione sul ruolo della cultura nella vita civile del Paese.

Fonte: MIC

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