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Eurostat: servizi UE, il 2023 è l’anno dei record, scambi per 5.933 mld.

I dati certificano la solidità del terziario UE: la presenza commerciale all'estero traina la crescita con un saldo positivo di 605 mld. Stati Uniti e Regno Unito si confermano partner strategici insostituibili
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Non solo merci, ma un fitto intreccio di competenze, consulenze e presenze fisiche oltre confine. Il commercio internazionale di servizi dell’UE ha toccato nel 2023 la cifra di 5.933 mld. di euro, confermando il Vecchio Continente come un hub globale imprescindibile per il settore terziario. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Eurostat, le esportazioni verso i paesi extra-UE hanno raggiunto i 3.269 mld. di euro, superando nettamente le importazioni, ferme a 2.664 mld. Il risultato è un saldo commerciale attivo di 605 mld. di euro, un segnale di forte competitività del sistema Europa sui mercati globali.

Il trionfo della “presenza commerciale”

La novità del Report riguarda il dettaglio sulle modalità di fornitura. Per la prima volta, Eurostat ha isolato i dati relativi alla presenza commerciale (il “Modo 3”, la fornitura di servizi tramite filiali estere), rivelando che questa voce rappresenta la colonna portante dell’economia dei servizi europea. Con un surplus di 469 mld. di euro, la presenza commerciale genera il 77% dell’intero avanzo UE. Distanziate, ma rilevanti, le altre modalità:

  • scambi transfrontalieri: 65 mld. di surplus (11%).
  • presenza di persone fisiche: 40 mld. (7%).
  • consumi all’estero: 35 mld. (6%).

L’asse atlantico e il legame con Londra

L’analisi geografica dei flussi ribadisce la centralità dei partner storici. Gli Stati Uniti si confermano il primo interlocutore: da oltreoceano arriva il 43% delle importazioni (564 mld.) e verso Washington è diretto il 27% dell’export UE (486 mld.). Subito dopo si posiziona il Regno Unito, che nonostante la Brexit rimane un nodo vitale per i servizi europei (15% dell’export), seguito dalla Svizzera (12%).

Il “triangolo d’oro” dei servizi sottolinea come, nonostante le spinte verso nuovi mercati emergenti, la stabilità dei rapporti con le economie occidentali avanzate resti il pilastro fondamentale della bilancia commerciale europea. Questi dati offrono una fotografia inedita di un’Europa che, oltre alla manifattura, sta scommettendo con successo sulla capacità di proiettare imprese e professionisti su scala mondiale.

Fonte: Eurostat

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