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Edilizia scolastica, dal Miur la graduatoria dei 323 enti locali finanziati

Definite le nuove risorse dedicate alle aree terremotate
giornale dei comuni

Una delle novità previste dal “Decreto Genova”, che ha stanziato fondi specifici per la progettazione, da sempre richiesti dai territori. Pubblicato anche l’Avviso per destinare 120 milioni di euro a Comuni e Province nelle regioni del Centro Italia colpite dal sisma del 2016 e del 2017. Gli Enti locali beneficiari del finanziamento della progettazione potranno già chiedere un’anticipazione pari fino al 20% delle risorse. Mentre gli Enti locali che intendono partecipare all’Avviso per le zone interessate dal sisma avranno tempo fino al 10 settembre 2019 per candidarsi e chiedere contributi per i lavori.

“Altre due promesse mantenute sul fronte dell’edilizia scolastica – ha detto il ministro Marco Bussetti -. Con la pubblicazione delle graduatorie diamo una risposta concreta ai primi 323 Enti locali che riceveranno subito un contributo per la progettazione finalizzata alla messa in sicurezza delle scuole del proprio territorio. Le tante richieste pervenute dimostrano che finalmente ci stiamo muovendo nella giusta direzione per venire incontro alle esigenze di risorse specifiche più volte manifestate, anche per le attività di progettazione, dove non si era mai investito prima”.

La pubblicazione dell’Avviso per l’assegnazione dei 120 milioni nelle quattro regioni colpite dal sisma del 2016 e del 2017, inoltre “è un ulteriore segnale di impegno concreto verso comunità in cui le scuole costituiscono il vero presidio sul territorio – ha concluso il titolare del Miur -. La loro ricostruzione è tra le priorità per una vera rinascita delle aree più fragili del nostro Paese. Entrambe le azioni dimostrano che sull’edilizia stiamo continuando ad agire con tempestività e con la giusta determinazione per garantire la sicurezza dei nostri studenti e di tutto il personale scolastico”.

I criteri di valutazione delle candidature sono essenzialmente la datazione degli edifici scolastici, la sismicità della zona in cui sono situati, la mancanza dell’agibilità, eventuali provvedimenti oppure ordinanze di chiusura degli stessi edifici, nonchè eventuali quote di cofinanziamento.

 

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