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Corecom Lazio, ‘il piano banda larga riduce il gap con l’Europa’

Michele Petrucci, presidente del Comitato per le Comunicazioni commenta favorevolmente il progetto di infrastruttura dell’Enel
giornale dei comuni

Matteo Renzi ‘promuove’ i piani dell’Enel nella banda ultralarga. Nel giorno della presentazione dei progetti del gruppo nella fibra, a palazzo Chigi ci sono anche Wind e Vodafone che collaboreranno con il gruppo elettrico per cablare il Paese. “L’Italia ha come obiettivo la copertura entro il 2020 di tutta la popolazione ad una velocità di almeno 30 megabit e il 50% fino a 100 megabit”, ha annunciato Renzi precisando che l’Enel, “assieme ad alcune importanti aziende private (Wind e Vodafone, ndr) realizzeranno la nuova rete in fibra in 224 città, le prime 5 subito”: Bari, Perugia, Cagliari, Venezia e Catania.

Sul tema è intervenuto Michele Petrucci, presidente del Comitato per le Comunicazioni del Lazio, che ha dichiarato: ”Grazie alla banda larga, grazie alla banda ultra larga sarà possibile, non soltanto durante il tempo libero, godere dei contenuti che vengono ormai sempre più frequentemente diffusi da operatori nazionali e internazionali; sarà possibile usufruire di servizi, anche dal punto di vista professionale, quindi avere relazioni professionali con tutto il mondo; e, ultimo, ma non meno importante, sarà possibile ad esempio godere a pieno di quello che è stato l’introduzione dello Spid, il Codice unico dell’amministrazione digitale. Sarà possibile, cioè, a tutti quanti noi avere in tempi molto rapidi, e in maniera molto precisa ed efficace, servizi dalla pubblica amministrazione, partecipare in maniera più diffusa, più costante, più puntuale e richiedere alla pubblica amministrazione di essere più vicina e più veloce nel fornire i servizi che ci deve dare”.

In merito al gap infrastrutturale tra l’Italia e gli altri Paesi europei, Petrucci ha, inoltre, sottolineato che:” su questo argomento l’Autorità, nell’ultima relazione, ha acceso un faro, in particolare sulla banda larga. L’ultima relazione di Agcom parla di un livello di copertura del 36 per cento, contro il 68 per cento dell’Unione Europea a 28. Quindi questo comporta un digital divide, che è sostanzialmente doppio rispetto a quello europeo, con – dice l’Autorità – situazioni regionali che arrivano addirittura alla totale assenza di reti a banda tutta larga. Ricordiamo che per banda larga si intende velocità superiore ai 2 megabit al secondo e si arriva fino a qualche decina di megabit. Con la banda ultralarga, invece, parliamo di velocità superiori alla decina di megabit al secondo, tipicamente di 40, 50 in su. Ecco, sulla banda ultralarga, che è quella che ormai serve – è necessaria per poter accedere a contenuti e servizi più avanzati, sia per il tempo libero sia per il tempo del lavoro sia per poter accedere ai servizi della pubblica amministrazione – su quella, siamo molto arretrati. Ben Vengano questi investimenti”.

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