Diventano operative le regole sui contributi pubblici di “entità significativa” destinati a società, enti, organismi e fondazioni. Con il Dpcm n. 84 del 26 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 maggio, il Governo definisce i criteri per individuare i finanziamenti statali soggetti a verifiche rafforzate e a misure di contenimento della spesa, in attuazione della legge di Bilancio 2025.
Il provvedimento stabilisce che un contributo è considerato di entità significativa quando viene erogato da amministrazioni centrali dello Stato, da società pubbliche controllate o da enti pubblici vigilati e supera un milione di euro annui. La soglia si applica anche a contributi inferiori, purché rappresentino almeno il 50% delle entrate complessive o del valore della produzione del beneficiario.
Sono esclusi dal perimetro della norma i contributi generalizzati, quelli di natura retributiva, indennitaria o risarcitoria, i crediti d’imposta, oltre ai fondi destinati al Terzo settore, alle Onlus e agli enti religiosi riconosciuti. Restano escluse anche le società quotate a partecipazione pubblica e le loro controllate.
Tra le principali novità introdotte dal decreto figura l’obbligo di controllo sull’utilizzo delle risorse ricevute. I collegi sindacali o di revisione dei soggetti beneficiari dovranno verificare che i fondi siano stati impiegati per le finalità previste o per la realizzazione dei progetti finanziati, trasmettendo una relazione annuale al Ministero dell’Economia entro il 30 aprile dell’anno successivo all’erogazione.
Nei casi in cui tali organi di controllo non siano presenti, enti e società dovranno provvedere alla loro costituzione, anche in forma monocratica, adeguando statuti e regolamenti interni.
Il mancato invio della relazione o l’accertamento del mancato rispetto degli obiettivi finanziati potrà incidere sull’accesso a futuri contributi pubblici, compresa l’eventuale riassegnazione dello stesso finanziamento negli anni successivi.
Le nuove disposizioni si applicano ai contributi percepiti a partire dal 1° gennaio 2025 ed entreranno pienamente in vigore dal 4 giugno 2026, mentre il Ministero dell’Economia definirà entro 90 giorni le modalità telematiche per la trasmissione delle verifiche e gli aspetti operativi del regolamento.