Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 10432 del 30 dicembre 2025, chiarisce un punto fondamentale sulla gestione delle domande di contributi pubblici. Se la richiesta di ammissione al beneficio presenta errori o imprecisioni palesi, l’amministrazione non può limitarsi a respingerla.
In questi casi, infatti, deve attivare il cosiddetto «soccorso istruttorio», previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera b), della legge n. 241 del 1990, che disciplina il procedimento amministrativo e l’accesso ai documenti. L’obiettivo è consentire al richiedente di correggere le informazioni mancanti o errate, evitando rigetti ingiustificati e garantendo trasparenza e correttezza nell’erogazione dei contributi pubblici.
Consiglio di Stato, sezione V, 30 dicembre 2025, n. 10432