Martedì 21 luglio 2026
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Commissione Ue: indicazioni alle amministrazioni aggiudicatrici su turbativa d’asta negli appalti pubblici

Pubblicata in GUUE una Comunicazione sugli orientamenti riguardanti le modalità di applicazione del relativo motivo di esclusione
giornale dei comuni

“Da tempo la collusione è considerata e trattata come uno dei fattori di rischio principali per una spesa pubblica efficiente. Si stima che aumenti fino al 60 % i costi che gli acquirenti pubblici sostengono rispetto a quanto pagherebbero in condizioni di mercato normali”.

È quanto si legge nell’introduzione della Comunicazione 2021/C 91/01 della Commissione europea, sugli strumenti per combattere la collusione negli appalti pubblici e sugli orientamenti riguardanti le modalità di applicazione del relativo motivo di esclusione.

“Il termine collusione negli appalti pubblici (per il quale si utilizza spesso anche la locuzione «turbativa d’asta») si riferisce ad accordi illegali tra operatori economici volti a falsare la concorrenza nelle procedure di aggiudicazione degli appalti”, scrive la Commissione Ue. “Tali accordi di collusione tra operatori economici possono assumere varie forme, come la definizione anticipata del contenuto delle loro offerte (in particolare il prezzo) al fine di influenzare l’esito della procedura, la rinuncia alla presentazione di un’offerta, la ripartizione del mercato su base geografica o sulla base dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’oggetto dell’appalto, o l’istituzione di sistemi di rotazione per una serie di procedure. L’obiettivo di tutte queste pratiche è quello di consentire a un offerente predeterminato di ottenere l’aggiudicazione di un appalto creando nel contempo l’impressione che la procedura sia realmente competitiva”.

La Comunicazione 2021/C 91/01 della Commissione europea è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. C 91/1 del 18 marzo.

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