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Codice degli Appalti, rischi di incostituzionalità sulle linee guida Anac

Secondo il presidente Anac Cantone “occorreva pensare a dei fondi per fare i progetti esecutivi”
giornale dei comuni

Dubbi di costituzionalità sulle linee guida vincolanti Anac quando incidono su diritti e doveri degli operatori. Lo ha affermato il consigliere di stato Carlo Deodato nel suo intervento al convegno “Il nuovo codice dei contratti: effetti sul mercato”, organizzato dal Consorzio Integra e dalla Luiss.

“Pur avendo firmato il parere del Consiglio di Stato sul decreto delegato che ha trattato della natura delle linee guida Anac, personalmente ritengo – ha detto Deodato – che gli atti di normazione secondaria che insistono sui diritti e sui doveri degli operatori non possano essere affidati ad atti di regolazione delle Autorità indipendenti ma devono essere di competenza del governo”.

Sulle polemiche circa gli effetti negativi dell’applicazione del nuovo Codice degli appalti (dlgs n. 50/2016), il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, ha dichiarato che “è indubbio che la prima applicazione pratica ha evidenziato criticità e inevitabili cautele delle amministrazioni, spesso restie al cambiamento, ma va dato atto che il codice, pur con qualche limite, introduce una nuova visione e si caratterizza come elemento di efficienza del sistema”.

L’innovazione più importante del nuovo Codice, ha osservato il numero uno dell’Anac, consiste nel “mettere al centro un progetto vero e non scadente. Questa novità del progetto esecutivo comporta dei tempi di adeguamento dei progetti e forse occorreva pensare a dei fondi per la progettazione per evitare ritardi”.

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