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Cnr, a Trieste l’undicesima Conferenza Europea di Climatologia

Dal 12 al 16 settembre l'Italia al centro del dibattito sul cambiamento climatico
giornale dei comuni

Prendono il via oggi presso il Centro congressi della stazione marittima di Trieste i lavori dell’undicesima European conference on applied climatology, in seno alla sedicesima conferenza annuale della European meteorological society (EMS). L’organizzazione di EMS & ECAC 2016 Trieste a livello italiano è affidata all’Unione meteorologica del Friuli Venezia Giulia (Umfgv), all’Istituto di scienze marine (Ismar) del Cnr di Trieste e all’International centre for theoretical physics, Abdus Salam (Ictp).

Il Cnr sottolinea che la recente ratifica da parte di Usa e Cina dell’accordo di Parigi COP 21 sul cambiamento climatico durante il vertice G20 di Pechino rende questo evento di estrema attualità. Ben si adattano – si legge sul sito del Cnr – alla Conferenza di Trieste le parole espresse dal Presidente Obama “la cooperazione è la miglior chance che abbiamo” definendo la firma dell’accordo “il momento in cui abbiamo finalmente deciso di salvare il nostro pianeta”.

Il tema portante dell’edizione 2016 sarà il rapporto tra la ricerca scientifica e l’impatto di questo mutamento sensibile e rapido rispetto ai tempi evolutivi del pianeta, sulle società umane. In particolare, si esploreranno i possibili modi in cui la scienza può dare un supporto fondamentale a tutti coloro che sono chiamati a prendere decisioni responsabili, in campo politico, economico e sociale e in generale ai cosiddetti portatori d’interesse. Lo scopo principale dell’evento sta quindi nel comprendere come la scienza, con le sue ricerche ed applicazioni abbinate ad una buona capacità comunicativa, possa ricoprire un ruolo decisivo di aiuto per mitigare oggi ed in futuro gli effetti del cambiamento ambientale sulla vita e sulle attività dell’uomo. In questo senso diventa di primario interesse lo sviluppo di strategie di adattamento, mettendo in primo piano la resilienza piuttosto che la resistenza ai mutamenti ambientali.
La città di Trieste, in questo contesto, assume a pieno titolo il ruolo di testimone, di simbolo se vogliamo, in quanto città costiera. Oggi il 40% della popolazione europea vive entro cinquanta chilometri dai litorali ed è noto quanto siano proprio le zone costiere le più sensibili ai cambiamenti globali del clima a causa dell’innalzamento del livello degli oceani e dei mari.

Fitto il programma di sessioni con interventi che spazieranno in tutti i campi connessi al tema principale e la partecipazione di scienziati provenienti dall’Europa e dal resto del mondo per esporre le emergenze della ricerca scientifica sull’interazione tra i diversi elementi della Terra (atmosfera, mari, ghiacciai, ecc.), per proporre scenari futuri, metodi d’indagine, strumenti di misurazione e strumenti di calcolo.

In programma c’è anche una sessione dedicata alla premiazione di attività originali e meritorie nei campi della ricerca, della comunicazione e delle realizzazioni tecnologiche. A Trieste saranno presenti per l’occasione i rappresentanti dei più importanti Istituti di ricerca e sviluppo europei e nazionali come Petteri Taalas (segretario generale della World meteorological organization, WMO), Fred Carr (presidente dell’American meteorological society (AMS) e Horst Böttger, (presidente della European meteorological society, EMS).

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