Con la FAQ n. 31 del 10 luglio 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze fornisce importanti indicazioni operative sull’applicazione dell’ITAS 4 per la valutazione di terreni e fabbricati nell’ambito della contabilità accrual, introducendo criteri più aderenti al valore economico dei beni rispetto alla disciplina contabile previgente.
Il chiarimento conferma che, anche quando terreno ed edificio sono stati acquistati con un’unica operazione, i due beni devono essere contabilizzati separatamente. La distinzione deriva dalla diversa vita utile: i terreni, in linea generale, non sono soggetti ad ammortamento, mentre gli edifici, avendo una durata limitata, devono essere ammortizzati.
Una delle principali novità riguarda il superamento dei criteri forfettari utilizzati in passato. Se il costo storico è disponibile ma non distingue il valore del terreno da quello del fabbricato, l’ITAS 4 non consente più di applicare percentuali convenzionali, come il precedente criterio del 20%. In questi casi occorre ricorrere a una stima basata sul valore di mercato alla data di acquisizione oppure, quando questo non sia attendibile o determinabile, sul costo di sostituzione.
Anche nei casi in cui il costo storico non sia disponibile, ad esempio per beni acquisiti con operazioni non di scambio, la valutazione iniziale dovrà fare riferimento al valore di mercato o, in alternativa, al costo di sostituzione alla data di acquisizione. Se entrambi i criteri risultano applicabili, dovrà essere assunto il minore tra i due valori.
Il chiarimento del MEF conferma così che il modello accrual introdotto dall’ITAS 4 privilegia criteri di valutazione fondati sulla sostanza economica delle attività patrimoniali, con l’obiettivo di assicurare una rappresentazione veritiera e attendibile del patrimonio delle amministrazioni pubbliche.