Venerdì 5 giugno 2026
Venerdì 5 giugno 2026

Società consociata

Home > Territorio e Ambiente > Urbanistica > Rigenerazione urbana: dalla città resiliente alla città intelligente

Rigenerazione urbana: dalla città resiliente alla città intelligente

Il titolare del Mit mette a fuoco le necessità e le opportunità per una crescita urbana sostenibile
giornale dei comuni

Il modo più efficace per limitare il consumo di suolo è senza dubbio quello di “favorire la rigenerazione urbana, il miglior provvedimento che si possa fare, realizzando così un’opportunità sociale, culturale ed anche economica che aiuti il nostro Paese ad imboccare la strada per la crescita”. A dirlo il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, intervenendo al seminario “Nuovi strumenti e opportunità per la ristrutturazione urbana”, organizzato dal gruppo PD alla Camera. Alla legge sul consumo di suolo all’esame del Parlamento “dobbiamo fare le correzioni che tutti ci chiedono – ha aggiunto Delrio – Poche leggi e una grande forza, un dibattito culturale con le città e con gli amministratori”. “L’Italia è un Paese meraviglioso – ha continuato il ministro delle Infrastrutture – ma anche un Paese che soffre, con un patrimonio abitativo in pessime condizioni e con le periferie complicate. Quando parliamo di rigenerazione urbana non parliamo solo degli edifici, ma di una sfida molto superiore”. Per il titolare del Mit, insomma, la vera sfida delle città è quella di riqualificare interi quartieri con un coordinamento strategico e politiche urbane di lungo periodo. Obbligo di fermata quindi al consumo di suolo potenziamento delle misure per l’efficientamento energetico, nonché quelle rivolte  all’inclusione sociale.

Riguardo al Piano per le Città, Delrio ha osservato come vi sia una effettiva carenza di progettazione. “Nel nuovo Codice degli Appalti abbiamo dato molta importanza al progetto – ha aggiunto il ministro – ma abbiamo anche istituito un apposito fondo. Se ci mettiamo 15-20 anni per fare il progetto è ovvio che questo nasca già vecchio e da rottamare. Bisogna invece semplificare molto le procedure che aiutano questo tipo di approccio”. Occorre quindi cambiare paradigma e puntare di più sulle piccole opere e sulle città, intervenendo con misure che velocemente possano costituire un volano per l’edilizia e per l’efficientamento energetico. Una visione strategica lungimirante che metta le città e la rigenerazione urbana ai primi posti dell’agenda politica.

Articoli Correlati

Deposito di autoveicoli in area a verde: il cambio d’uso è rilevante anche senza opere e la prevalenza non si applica ai terreni

Il TAR Toscana ribadisce che il mutamento di destinazione d’uso è urbanisticamente rilevante anche in assenza di interventi edilizi quando comporti il passaggio tra categorie funzionali diverse. Esclusa inoltre l’applicabilità...
giornale dei comuni

Rigenerazione urbana: i Comuni restituiscono spazi dismessi alle comunità

Il tema è al centro di un servizio andato in onda su Rai 1 durante Uno Mattina. Treviso recupera l'ex caserma Salsa per giovani, università e sport. Roma trasforma l'area...
giornale dei comuni

Casa, tecnologia e qualità della vita: trent’anni di trasformazioni nelle famiglie italiane

Il rapporto Istat «Trenta anni di vita quotidiana» fotografa un'Italia in cui la casa di proprietà è diventata norma per quasi tre famiglie su quattro, ma i costi pesano sempre...

ANCI Risponde