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Parità di genere più vicina con la tecnologia digitale?

La rivoluzione digitale, se governata con equilibrio e lungimiranza, potrebbe condurre all'uguaglianza fra i sessi entro 25 anni invece che in 50
giornale dei comuni

La parità di genere è una meta che si persegue da almeno un secolo e mezzo, da quando cioè le Suffragette riuscirono con le loro coraggiose battaglie a conquistare il voto per le donne nel Regno Unito. E, tuttavia, ancor oggi appare una chimera non pienamente raggiungibile, sebbene nei Paesi avanzati siano stati fatti passi da gigante in questa direzione… Ma il cammino è ancora lungo e costellato da ostacoli di vario genere, culturali ed economici soprattutto. A questo punto del percorso una domanda s’impone prepotente: la rivoluzione digitale in corso, che sta mutando ogni aspetto della nostra vita con luci e ombre, è in grado di affrettare il passo dell’emancipazione femminile? Qualcuno ne è convinto. Sfruttare opportunamente la tecnologia potrebbe, infatti, garantire il raggiungimento della parità di genere in 25 anni e non in 50, come invece accadrebbe secondo il ritmo attuale. Diversi gli studi e le ricerche che accreditano questa previsione, sebbene lo scenario presente, evidenziato da indagini di opposto orientamento, non sia confortante. Secondo Karin Hoisl dell’Università di Mannheim e del Max Planck Institute, solo il 4,2% delle donne firma brevetti nella ricerca industriale, mentre il gap salariale (mediamente del 22%) pesa ulteriormente in senso negativo. Una ricerca di Accenture sottolinea, invece, che nelle economie sviluppate si registra un maggior equilibrio nei posti di lavoro fra soggetti di sesso femminile e maschile proprio grazie alle maggiori competenze digitali acquisite dalle donne negli ultimi anni. Sul punto, purtroppo, l’Italia si posiziona diciannovesima nella graduatoria delle 31 zone analizzate, mentre gli Usa conservano saldamente il primo posto. Si spiega, pertanto, come mai il Miur abbia lanciato il mese dello Stem (8 marzo-8 aprile) nell’ambito del quale, fra l’altro, avrà luogo con la piattaforma Redooc una gara di programmazione per le studentesse delle scuole superiori.

I prossimi anni ci diranno se i piani del Governo (banda Ultralarga, ecc.) e delle imprese riusciranno a colmare significativamente il gap con gli altri Paesi avanzati.

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