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I Sindaci siciliani protestano contro i tagli della Regione

L'AnciSicilia ha incontrato i Sindaci e i rappresentanti dell'ARS e del Governo regionale per discutere la drammatica situazione in cui versano le finanze dei Comuni
giornale dei comuni

Il sistema delle autonomie locali siciliane è sempre più in subbuglio. Ieri, l’Anci ha incontrato il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, i capigruppo e il governo regionale. Presenti circa 150 Sindaci, riuniti nella sala gialla dell’Ars per protestare contro i tagli della Finanziaria ai Comuni. Il presidente di Anci Sicilia Giovani, Maurizio Lo Galbo, ha affermato che “le somme che il Governo regionale stanzia per i Comuni, in Finanziaria, circa 182 milioni, non serviranno a garantire tutto il personale precario”. Assente all’incontro il governatore Crocetta e che ha delegato gli assessori all’Economia, Alessandro Baccei e alla Funzione Pubblica, Luisa Lantieri. Alle lamentele e alle richieste dei Sindaci ha risposto il Presidente dell’Ars, Ardizzone: “Lavoriamo per arginare lo stop che i Comuni trovano con la limitazione delle risorse. Il fatto che anche i 115 milioni destinati agli investimenti servano per pagare i mutui, significa davvero un grosso ostacolo per i Comuni che si ritrovano in condizioni drammatiche. Vogliamo provare a riportare la situazione sul binario giusto – ha aggiunto Ardizzone, rispondendo all’Sos lanciato dal presidente dell’Anci, Leoluca Orlando, che ha denunciato tagli per quasi 700 milioni di euro in 7 anni. “Tutti, anche la Regione hanno sottovalutato il principio dell’armonizzazione del bilancio, ora è importante cercare di dare seguito alle richieste dei Sindaci, tra le istituzioni è importante dialogare”. Ardizzone ha parlato anche della riforma delle Province: “Ci siamo persi in un bicchiere d’acqua sulla governance degli enti di area vasta, siamo partiti per primi sui Liberi Consorzi e stiamo arrivando per ultimi”. Ed ha concluso: “Occorre mettere in moto un meccanismo per il quale o si resiste su tutti i fronti contro l’impugnativa dello Stato alla legge approvata l’anno scorso dall’Ars, oppure si recepisce per intero la normativa nazionale. Non vedo altre soluzioni”.

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