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Venezia è sempre più smart con i servizi di identità digitale

La perla della laguna si appresta a lanciare servizi di interazione con i cittadini attraverso la piattaforma SPID
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Venezia si appresta a varare il nuovo sistema pubblico di identità digitale (Spid). La città lagunare sarà la prima in Italia a sperimentare la nuova piattaforma: “Come amministrazione – ha spiegato il Sindaco, Luigi Brungaro – ci mettiamo dunque al servizio della cittadinanza per spiegare di cosa si tratta, vogliamo aiutare la gente a capire quanti e quali nuovi modi ci saranno per rapportarsi con la pubblica amministrazione”.

Grazie al sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese, le pubbliche amministrazioni consentiranno l’accesso in rete ai propri servizi solo mediante la carta d’identità elettronica e la carta nazionale dei servizi. L’identità digitale prevista dallo SPID, di cui tutte le amministrazioni pubbliche italiane dovranno dotarsi per legge entro il 2017, è rilasciata dai Gestori di Identità Digitale (Identity Provider, che sono 3 in Italia: Infocert, Telecom Italia Trust Technologies e Poste), soggetti privati accreditati da AgID che, nel rispetto delle regole emesse dall’Agenzia, forniscono le identità digitali e gestiscono l’autenticazione degli utenti.

L’annuncio dell’avvio di Spid a Venezia è stato dato venerdì scorso in occasione della firma del protocollo d’intesa tra Comune, Poste Italiane e Venis. La nuova piattaforma consentirà ai cittadini di rivolgersi allo “sportello amico” di Poste (che è il Gestore per Venezia) per ottenere servizi o certificati che finora potevano essere richiesti solo agli uffici del Comune. E il tutto usando un’unica password. “Stiamo così entrando nella digital economy. Un processo che riguarda direttamente anche le piccole aziende. Grazie all’identità digitale avranno la possibilità di sviluppare commercio elettronico ‘one-to-one’ – ha spiegato il Sindaco – e si apriranno così scenari nuovi per l’economia di Venezia, che potrà tornare al centro del mondo grazie alla sintesi tra economia tradizionale e digitale”. In altre parole, Venezia si attrezza a divenire città digital ready, cioè oltre che sulle palafitte poggerà anche sulla fibra ottica (140 chilometri di rete dispiegata). Non a caso, il programma smart city dell’amministrazione prevede il superamento delle storiche difficoltà di mobilità con un sistema di avvicinamento della Pubblica Amministrazione ai cittadini. Grazie a Spid sarà possibile favorire la crescita rapida di una rete di servizi di prossimità cui accedere tramite la propria identità digitale, anche da rete mobile. Attualmente, sul territorio comunale operano 13 “sportelli amici” di Poste Italiane, ma il Sindaco ha sottolineato che il sistema verrà esteso a tutti i 44 comuni dell’area metropolitana, con un apposito ulteriore accordo. I primi servizi saranno attivi a partire da aprile. Il protocollo d’intesa prevede anche la possibilità di usare l’identità digitale per la gestione dei flussi turistici.

Non bisogna dimenticare che Il Comune di Venezia è tra i soggetti fondatori del Tavolo permanente di lavoro Amministrare 2.0 e tra i promotori del Manifesto Amministrare 2.0. Tra i progetti di smart governance già avviati in città, ricordiamo IRIS (Internet Reporting Information System) – servizio informatico che consente la segnalazione diretta da parte dei cittadini dei bisogni di manutenzione urbana (indicandoli su una mappa on line, oppure inviando una foto); BARIS (Boat Areas Research Information System) – sistema che, su una base cartografica, permette di consultare on line i dati relativi alle occupazioni degli spazi acquei, con la mappa che disegna l’ingombro dell’imbarcazione e i dati puntuali sulla concessione; Geoscuole e Gesociale – sistemi che permettono la localizzazione dei servizi educativi e assistenziali comunali.

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