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Terremoto: “Ai Comuni colpiti servono almeno 1000 dipendenti in prestito”

Sono almeno 200 i Comuni delle zone terremotate che hanno bisogno di un'integrazione di personale
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“Ci vorrebbero almeno 1.000 dipendenti provenienti da altri Comuni, in particolare amministrativi e tecnici “. Lo afferma all’AdnKronos il sindaco di Siena e delegato alla Protezione civile dell’Anci, Bruno Valentini, spiegando che i sindaci sono pronti a raccogliere l’sos che viene dalle aree devastate dal sisma, ma chiedono al governo di poter superare il blocco degli organici: “i Comuni sono disponibili a fornire il personale ma chiedono la possibilità di poter sostituire ogni dipendente messo a disposizione di un Comune terremotato con un altro dipendente assunto temporaneamente”.
Finora i Comuni che hanno fornito il loro personale, continua Valentini,  sono “centinaia, ma potrebbero essere migliaia”. “Se ci muoviamo tutti insieme siamo in grado di fare un sacrificio che non costa troppo: oggi guardiamo all’emergenza, ma da domani va ricostruita la continuità amministrativa. Se un municipio è collassato non c’è possibilità di ricostruire, non c’è luogo dove possono essere gestite pratiche per la certificazione di agibilità”. Servono dipendenti “amministrativi, per le pratiche, e tecnici ad esempio per le verifiche sul posto per l’agibilità degli immobili o per la viabilità”.
“La grande maggioranza dei Comuni colpiti sono di piccole dimensioni, hanno poco personale e, per cultura e organizzazione, si tratta di personale che si occupa di molte cose, non ha una specializzazione come avviene nelle grandi città – sottolinea -. Nella prima fase, città come Milano, Roma, Torino hanno messo a disposizione i propri addetti e la loro attività è stata straordinaria”.

Ora nei paesi piccoli colpiti dal sisma c’è bisogno di personale proveniente da Comuni con caratteristiche analoghe, che sia disponibile a restare per minimo 15 giorni e sia multisettoriale cioè “in grado di disbrigare pratiche diverse”. “Come sindaci siamo disponibili a dare una mano, ma ci vorrebbe una corsia preferenziale per cui, al di là del blocco del personale, sia possibile sostituire i dipendenti che vanno a lavorare nei Comuni terremotati con personale a tempo determinato, magari andando ad attingere anche dalle liste dei concorsi ancora aperte. Siamo disponibili, come sindaci, a farcene carico ma al momento non possiamo perché gli uffici sono già al limite a causa del blocco normativo delle assunzioni”.

“Finora, grazie alla disponibilità degli altri Comuni che hanno messo a disposizione il loro personale nelle zone colpite, lo Stato ha risparmiato almeno 3 milioni di euro” ha concluso Valentini.

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