Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) ha approvato la ripartizione di oltre 1,5 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale 2025 destinati al raggiungimento degli obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale.
La delibera stabilisce un finanziamento complessivo pari a 1,518 miliardi di euro, articolato tra risorse direttamente assegnate alle regioni e fondi vincolati a specifiche finalità strategiche.
In particolare, circa 878 milioni di euro vengono distribuiti alle regioni a statuto ordinario e alla Sicilia, sulla base di criteri già adottati negli anni precedenti, principalmente legati alla popolazione. Le risorse serviranno a finanziare progetti regionali coerenti con le linee guida del Ministero della Salute e approvate in Conferenza Stato-Regioni. L’erogazione avverrà in due fasi: un anticipo del 70% e il saldo del restante 30% subordinato alla verifica dei risultati raggiunti.
La quota restante, pari a circa 640 milioni di euro, è invece destinata o accantonata per interventi mirati. Tra le principali voci figurano 336 milioni per il rimborso alle regioni dell’acquisto di farmaci innovativi e 65 milioni per l’immunizzazione dei neonati contro il virus respiratorio sinciziale.
Rilevanti anche gli stanziamenti per la ricerca e il supporto al sistema sanitario: 10 milioni all’Istituto superiore di sanità per attività tecnico-scientifiche, 5 milioni per il Sistema nazionale linee guida e ulteriori fondi per progetti su antimicrobico-resistenza, produzione di emoderivati e innovazione nei servizi farmaceutici.
Una parte delle risorse è inoltre destinata a interventi sociali e sanitari specifici, come l’assistenza ai minori stranieri temporaneamente presenti e le attività dell’Istituto per la salute delle popolazioni migranti, oltre al finanziamento dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.
Il provvedimento si inserisce nel quadro della programmazione sanitaria nazionale e conferma il meccanismo di finanziamento vincolato a obiettivi, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema e garantire livelli essenziali di assistenza più uniformi sul territorio.
Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale