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Ripartito tra le Regioni il Fondo da 25 milioni per i progetti di vita personalizzati per le persone con disabilità

Il decreto, firmato dai ministri competenti, definisce la distribuzione delle risorse 2025: finanziati interventi su inclusione, autonomia e assistenza, con priorità a lavoro, vita indipendente e percorsi sociali

È stato pubblicato il decreto che stabilisce il riparto tra le Regioni del Fondo per l’implementazione dei progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati, relativo all’anno 2025. Il provvedimento, adottato dal Ministro per le disabilità insieme ai ministri dell’Economia e delle Finanze, della Salute e del Lavoro e delle Politiche sociali, dà attuazione al decreto legislativo n. 62 del 2024.

Le risorse complessive ammontano a 25 milioni di euro e saranno distribuite alle Regioni in base alla popolazione residente, con l’obiettivo di sostenere l’attivazione dei progetti di vita dedicati alle persone con disabilità. Si tratta di strumenti che mirano a migliorare le condizioni personali, l’inclusione sociale e la partecipazione nei diversi contesti della vita quotidiana, attraverso interventi integrati che comprendono servizi, prestazioni e sostegni personalizzati.

Il decreto prevede che le risorse siano destinate sia alle Regioni coinvolte nella fase sperimentale prevista dalla riforma, sia agli altri territori, con esclusione delle Province autonome di Trento e Bolzano. Il finanziamento è considerato aggiuntivo rispetto alle risorse già esistenti e riguarda soprattutto interventi non inclusi nei livelli essenziali delle prestazioni o non già attivi nei territori.

Particolare attenzione è riservata alle priorità di intervento: inclusione sociale e relazionale, inserimento lavorativo, sostegni alla vita indipendente e servizi di supporto alla salute, come accompagnamento alle cure e trasporti sanitari. Le Regioni dovranno inoltre garantire un utilizzo rapido delle risorse, che verranno erogate entro 30 giorni dall’adozione del decreto.

Il provvedimento introduce anche un sistema di monitoraggio e valutazione: entro sei mesi dovranno essere trasmessi i dati sull’attuazione dei progetti, mentre entro il 2027 sarà valutato l’impatto complessivo delle misure, con particolare attenzione all’efficacia degli interventi nei diversi territori.

decreto

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