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Riforma fiscale, ok definitivo al decreto su Terzo Settore, crisi d’impresa e sport

Il Consiglio dei Ministri approva il testo che semplifica la fiscalità per enti non profit e sportivi, sostiene le imprese in difficoltà e proroga al 2036 gli obblighi IVA per gli enti benefici.
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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha approvato in via definitiva un decreto legislativo che interviene su Terzo Settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto. Il provvedimento attua la legge delega 111/2023, finalizzata a semplificare e razionalizzare il sistema tributario italiano, e ha ottenuto il via libera anche in Conferenza unificata, dopo aver recepito osservazioni delle Commissioni parlamentari e della Commissione europea.

Sul fronte del Terzo Settore, il decreto introduce una serie di agevolazioni e semplificazioni fiscali: viene prorogata al 2036 l’entrata in vigore delle norme che avrebbero imposto agli enti benefici obblighi IVA, contabili e di fatturazione per le prestazioni rivolte ai propri associati. Viene inoltre sospesa l’imposizione sulle plusvalenze figurative dei beni strumentali, mentre il limite di ricavi per accedere al regime forfettario per ODV e APS sale a 85.000 euro.

Anche lo sport dilettantistico beneficia di misure dedicate: il regime agevolato previsto dalla legge 398/1991, finora riservato alle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD), viene esteso alle Società Sportive Dilettantistiche (SSD), con un innalzamento dei limiti di fatturato e semplificazioni contabili.

Per le imprese in crisi, il decreto amplia la non imposizione fiscale sulle sopravvenienze attive derivanti da riduzioni di debito, applicabile anche in caso di liquidazione giudiziale o concordati semplificati. L’obiettivo è favorire un risanamento ordinato senza penalizzare fiscalmente le imprese in difficoltà.

In sintesi, il decreto rappresenta un passo significativo nella riforma fiscale italiana, puntando a ridurre la burocrazia, sostenere il Terzo Settore e lo sport dilettantistico, e dare strumenti più chiari alle imprese in crisi. Alcune misure, come la proroga al 2036 degli obblighi IVA, mostrano la consapevolezza del governo delle difficoltà di adeguamento degli enti, mentre l’efficacia complessiva della riforma dipenderà dalla concreta applicazione delle nuove regole.

Fonte: Consiglio dei Ministri

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