La produzione dei rifiuti urbani torna a crescere nel 2024, raggiungendo circa 30 milioni di tonnellate (+2,3% rispetto al 2023), mentre continua a migliorare la raccolta differenziata, salita dal 66,6% al 67,7%, con oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti raccolti separatamente. È quanto emerge dalla Relazione annuale 2025 di Arera, presentata dal nuovo Collegio dell’Autorità.
Sul piano territoriale, il Nord-Est (77,8%) e il Nord-Ovest (71,3%) confermano le migliori performance nella raccolta differenziata. Proseguono però i progressi anche nel Centro (63,2%), nel Sud (59,9%) e nelle Isole (60,8%), seppure con livelli ancora inferiori rispetto alle aree settentrionali.
La Relazione evidenzia inoltre il processo di razionalizzazione dell’organizzazione del servizio. Ad aprile 2026 gli operatori iscritti all’Anagrafica dell’Autorità sono 8.152, in calo rispetto agli 8.386 dell’anno precedente, mentre gli Enti territorialmente competenti scendono a 2.698 (-19%), pur restando numerosi, a conferma di un percorso di riassetto ancora non completato.
Migliora anche il livello di adesione alla regolazione tariffaria. Per l’aggiornamento biennale 2024-2025 sono state trasmesse 5.699 proposte tariffarie, relative a 6.125 Comuni, pari al 78% del totale nazionale, per una popolazione servita di circa 51 milioni di abitanti, l’86% del totale.
Dall’analisi dei piani economico-finanziari emerge infine un rallentamento della dinamica tariffaria. Per il 2024 il limite medio di crescita delle tariffe fissato dagli Enti territorialmente competenti si attesta al 5,3%, mentre l’incremento effettivo delle entrate tariffarie è pari al 3,3%, entrambi in diminuzione rispetto all’anno precedente. Gli aumenti continuano a riflettere gli effetti della forte inflazione registrata nel biennio 2022-2023, recepiti dal metodo tariffario MTR-2. La spesa media annua della Tari per una famiglia tipo è stimata in 311 euro, con differenze significative tra le diverse aree del Paese.