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Nidi e scuola materna: stop all’ingresso di bambini non vaccinati

Occorrono evidenze scientifiche a garanzia di un percorso di vaccinazione agevole per tutti. Un diritto all’informazione che consenta ai genitori di scegliere consapevolmente
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Il limite di proroga dell’autocertificazione per i vaccini scade oggi, essendo stato il 10 marzo una domenica. A partire da domani, i genitori che non abbiano presentato alle scuole la certificazione originale sulle vaccinazioni dei propri figli potranno incorrere nelle sanzioni previste dalla legge Lorenzin, che arrivano fino all’esclusione della frequenza per asili nido e scuole dell’infanzia. Alle elementari e alle medie, invece, per i trasgressori è prevista  una sanzione pecuniaria (che arriverà fino a 500 euro) ma gli alunni potranno entrare lo stesso negli istituti.

Per coloro che non si presenteranno a scuola con il certificato richiesto, applicheremo semplicemente la legge”, fanno sapere i presidi dell’Anp. Che aggiungono: il nodo “è soprattutto nella scuola primaria, dove i bambini non vaccinati potrebbero restare a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati da questo tipo di previsione normativa”.

Intanto è allo studio un nuovo provvedimento, che prende in considerazione il cosiddetto obbligo flessibile secondo cui la vaccinazione diventerebbe obbligatoria solo in caso di “emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità di gruppo”.

Quella dei vaccini è una questione lungamente dibattuta a tutti i livelli. In gennaio sono state pubblicate le raccomandazioni dell’European Technical Advisory Group of Experts on Immunization sulle vaccinazioni decise nell’ultimo meeting di Copenaghen.

Etage, è un gruppo indipendente di 6-8 esperti, tra cui anche un ricercatore del Dipartimento Malattie infettive, designati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Il gruppo di clinici ha raccomandato la verifica dello stato vaccinale dei bambini al momento dell’ingresso nella scuola primaria, in modo che i genitori possano essere informati di eventuali vaccinazioni mancanti, in un momento in cui il rischio di esposizione alle malattie prevenibili è decisamente aumentato.

E sull’argomento anche Facebook s’impegna a contrastare sul canale social, la divulgazione delle fake news in riferimento alla falsificazione dei contenuti scientifici siglati dall’Organizzazione mondiale della sanità e da altri enti clinici di serietà indiscussa, come i Centri Usa per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Facebook rifiuterà le inserzioni pubblicitarie che includono disinformazione sulle vaccinazioni. La società ha fatto sapere inoltre, che sta vagliando modi di condividere con gli utenti informazioni accurate e autorevoli sui vaccini, mostrandole in cima ai risultati quando si fanno ricerche correlate, nelle pagine in cui si parla dell’argomento e negli inviti a partecipare a gruppi sul tema.

 

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