Giovedì 16 luglio 2026
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Nasce il Distretto turistico culturale interregionale dell’Etruria meridionale

Un network di Comuni che valica il confine fisico e istituzionale delle regioni in una logica di area vasta per accrescere lo sviluppo dei settori presenti sul territorio
giornale dei comuni

Dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo è arrivata la firma del decreto istitutivo del Distretto turistico culturale Etruria Meridionale, che comprende oltre 250 Comuni di Lazio, Toscana Umbria e Marche. I Comuni capofila sono Viterbo, Orvieto e Chiusi. Un brand turistico con ricadute positive e importanti per le imprese e per i cittadini. Il Distretto è concepito come zona a burocrazia zero, accesso agevolato a finanziamenti di tipo nazionale e abbattimento della fiscalità per le aziende interessate. Questo network valica il limite fisico e istituzionale delle regioni, ponendo come comune denominatore programmi culturali e turistici in una logica di area vasta.

Il Distretto prevede per imprese pubbliche e private un meccanismo di esenzione Ires, Irap e Imu e  l’esonero dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Un grande progetto condiviso tra tante diverse realtà che guarda alla cultura e al turismo come proiezione di crescita e sviluppo, in un’ottica territoriale strategica di relazione, innovazione e creatività. Un sistema rivolto alla valorizzazione delle dotazioni culturali materiali e immateriali connesse per rendere più efficace i processi produttivi dei territori coinvolti, declinando al meglio l’aspetto sociale ed economico. I Distretti sono finalizzati a riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale, ad accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori presenti sul territorio, a migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi, ad assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano, con particolare riferimento alle opportunità di investimento, di accesso al credito, di semplificazione e di celerità nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.

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