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Legge di Stabilità: un emendamento per cancellare la carta nella PA

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Un emendamento alla Legge di Stabilità, presentato in questi giorni a Montecitorio da Paolo Coppola (Pd), Sergio Boccadutri, responsabile area Innovazione dei Democratici e altri deputati dell’Intergruppo Innovazione, tenta  di smontare la tirannia dei faldoni negli uffici pubblici a favore dell’uso di sistemi informatici.

Ancora non si sa se l’emendamento “taglia carta” passerà,  questo è l’ennesimo tentativo, tanto più che la crociata per il digitale non può prescindere dall’abolizione della più analogica delle tecnologie, che è appunto la carta.

Un sicuro effetto della norma, oltre alla riduzione la carta, sarebbe quello di produrre risparmi enormi per PA e ambiente, costringendo anche i più riottosi a utilizzare processi informatici di immissione dati per i documenti e non più semplici programmi di elaborazione testo, che spesso per una loro consultazione dal web devono essere ulteriormente lavorati quando non ci si vuole accontentare di un semplice file pdf.

Nel quadro dell’articolo 29 sulla “Razionalizzazione dei processi di approvvigionamento dei beni e servizi in materia informatica nelle pubbliche amministrazioni”, i deputati Pd propongono di aggiungere il comma 282-bis: “Le amministrazioni  pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’ articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, programmano i propri acquisti di carta e materiale di consumo per stampanti e fotocopiatrici nei limiti, rispettivamente del 70 per cento per il 2016 e del 40 per cento per il 2017, della spesa annuale complessiva media relativa al triennio 2013-2015”.

In altre parole, si chiede che la programmazione per l’acquisto di carta, stampanti, toner, cartucce e fotocopiatici venga ridotta da subito a partire dal 2016, rispetto alla media del triennio 2013-2015.

Previste inoltre sanzioni per gli enti che non si adeguano, come si evince dalla seconda parte dell’emendamento: “La mancata osservanza delle disposizioni di cui al presente comma rileva ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale. I risparmi derivanti dall’attuazione del presente comma sono utilizzati dalle medesime amministrazioni prioritariamente per investimenti in materia di dematerializzazione degli archivi. Le amministrazioni di cui al presente comma adeguano i loro processi interni al fine di limitare dal 1 gennaio 2018 i costi relativi all’uso della carta e di altri supporti analogici nella misura massima del 10 per cento della spesa complessiva media relativa al triennio 2013-2015, e programmano la completa transizione ai processi paperless a far data dal 1 gennaio 2020”. Che sia la volta buona?

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