Mercoledì 15 luglio 2026
Mercoledì 15 luglio 2026

Società consociata

Home > Attualità > ISPRA: l’Italia poggia su un maxiserbatoio d’acqua, nel sottosuolo scorre l’oro blu che disseta il Paese

ISPRA: l’Italia poggia su un maxiserbatoio d’acqua, nel sottosuolo scorre l’oro blu che disseta il Paese

Presentata la Carta Idrogeologica dell’ISPRA dopo 40 anni dall’ultima ricognizione. Mappate 957 grandi sorgenti e 60 mila pozzi che garantiscono l'84% del fabbisogno di acqua potabile.
ispra2

Nel sottosuolo si nasconde un patrimonio che garantisce la sopravvivenza del Paese. L’Italia poggia su un “maxiserbatoio” naturale: una rete di sorgenti, pozzi e fontanili che alimenta l’84% dell’acqua potabile che beviamo ogni giorno.

A svelare la mappa dettagliata di questa ricchezza è l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che ha presentato a Roma la nuova Carta Idrogeologica d’Italia in scala 1:500.000. Il documento aggiornato, atteso da 40 anni, è stato realizzato dal Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia dell’ISPRA insieme all’Università degli Studi di Milano (Dipartimento “Ardito Desio”), in collaborazione con Istat, CMCC, Regioni e l’intera comunità scientifica.

Una ricchezza diffusa sul 66% del territorio

I dati emersi delineano una penisola ricca di risorse idriche sotterranee, definite “acquiferi”. Il 66% del territorio è occupato da serbatoi naturali con una capacità produttiva medio-alta, concentrati nella Pianura Padano-veneta e lungo l’intera dorsale appenninica centro-meridionale.

La mappatura ha censito numeri eccezionali: 957 grandi sorgenti (portata superiore ai 10 litri al secondo) che forniscono 2,7 mld. di metri cubi d’acqua all’anno, coprendo l’80% dell’acqua sorgiva usata per i consumi civili. A questi si aggiungono 60 mila pozzi, 241 sorgenti termominerali e 60 punti di sorgenti sottomarine e costiere. Queste ultime, pur disperdendosi in mare, rappresentano una risorsa strategica sfruttabile in futuro. La carta include anche il censimento capillare dei fontanili padani, tipici punti di emersione delle acque tra l’alta e la bassa pianura.

Meno dighe, più ricarica naturale

Lo strumento non è solo una fotografia statica, ma si appoggia a una banca dati online accessibile a tutti e in aggiornamento. Tra i progetti futuri legati alla mappa ci sono la nascita della Banca Dati Nazionale delle Sorgenti e lo sviluppo di una mappa della “propensione alla ricarica delle falde”. L’obiettivo è individuare i punti ideali in cui immagazzinare l’acqua piovana o in eccesso direttamente nel sottosuolo durante i periodi di abbondanza, riducendo l’impatto ambientale e la necessità di costruire costosi invasi artificiali in superficie.

Una barriera contro il cambiamento climatico

Le acque sotterranee rappresentano una risorsa cruciale anche nella gestione delle crisi idriche globali. “La carta idrogeologica rappresenta uno strumento scientifico fondamentale, ha spiegato Alessandra Gallone, Presidente dell’ISPRA. Le acque sotterranee sono più resistenti agli effetti del cambiamento climatico rispetto a quelle superficiali, come fiumi, laghi e invasi artificiali. Conoscere l’ubicazione e capire come scorrono permette alle Istituzioni di pianificare, gestire la risorsa e proteggere un patrimonio strategico per il futuro dell’Italia”.

Fonte: ISPRA

Articoli Correlati

urbanistica aree fragili

Piani urbanistici e rischio idraulico: il Comune può limitare le trasformazioni del suolo nelle aree fragili

Il Consiglio di Stato conferma la legittimità delle scelte pianificatorie comunali quando sono coerenti con gli strumenti sovraordinati e finalizzate alla tutela della sicurezza idraulica del territorio...
inquinamento

Responsabilità ambientale: l’importanza del contraddittorio procedimentale

La sentenza 05508/2026 del Consiglio di Stato stabilisce che l'omissione dell'avvio del procedimento nell'individuazione del responsabile dell'inquinamento non è un mero vizio formale, ma inficia la legittimità del provvedimento, impedendo...
reati paesaggistici

Vincoli paesaggistici e CILA: il Consiglio di Stato chiarisce i limiti del silenzio-assenso e del titolo edilizio semplificato

La sentenza n. 5401/2026 ribadisce che la comunicazione asseverata non può sostituire le autorizzazioni obbligatorie e che, in presenza di vincoli assoluti, non si forma alcun titolo tacito....

ANCI Risponde