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Guida in stato di ebbrezza: la Cassazione chiarisce il concorso tra aggravanti

Esclusa l’applicazione del cumulo di aumenti di pena: vale il principio del concorso apparente di norme
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La Corte di cassazione, con la sentenza n. 5346 depositata il 10 febbraio 2026, interviene sul tema della guida in stato di ebbrezza chiarendo il rapporto tra le aggravanti previste dal Codice della strada.

Il caso riguardava la possibile applicazione congiunta delle aggravanti previste dall’articolo 186, comma 2-bis, e dall’articolo 186-bis, comma 3. I giudici hanno stabilito che tra le due disposizioni non si configura un concorso formale di circostanze, bensì un concorso apparente di norme. In particolare, la previsione dell’articolo 186, comma 2-bis, è stata ritenuta norma speciale rispetto a quella dell’articolo 186-bis, comma 3.

Di conseguenza, non trova applicazione il criterio previsto dall’articolo 63, quarto comma, del codice penale, che disciplina il cumulo degli aumenti di pena. La sanzione deve invece essere determinata applicando esclusivamente il raddoppio previsto dall’articolo 186, comma 2-bis, calcolato sulle pene stabilite dalle norme richiamate.

La decisione si inserisce nel solco di un orientamento già consolidato della giurisprudenza di legittimità e ribadisce l’importanza del principio di specialità nella risoluzione dei conflitti tra norme, con effetti diretti sulla determinazione della pena nei casi di guida in stato di ebbrezza.

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