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Giustizia e migranti, il Governo vara il decreto: cambia l’esame da avvocato e stretta sulle procedure d’asilo

Dal nuovo modello per l’abilitazione forense alla digitalizzazione dei tribunali, fino all’attuazione del Patto Ue su migrazione e asilo: il decreto-legge introduce misure urgenti per il sistema giudiziario e la gestione delle richieste di protezione internazionale

Il Governo ha approvato il decreto-legge n. 100 del 12 giugno 2026, contenente misure urgenti in materia di giustizia e disposizioni per l’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo adottato dall’Unione europea nel maggio 2024. Il provvedimento, già in vigore, interviene su più fronti: dall’accesso alla professione forense all’organizzazione degli uffici giudiziari, fino alle nuove regole per l’accoglienza dei richiedenti asilo.

Tra le principali novità figura la riforma dell’esame di Stato per diventare avvocato. La selezione sarà articolata in un’unica sessione annuale, con due prove scritte e un orale. Gli elaborati si svolgeranno in presenza, con il solo utilizzo di codici annotati con la giurisprudenza e senza strumenti elettronici. Le prove saranno orientate maggiormente alla risoluzione di casi pratici e alla capacità argomentativa dei candidati.

Il decreto introduce inoltre misure per migliorare il funzionamento della giustizia, con proroghe organizzative per uffici giudiziari, giudici di pace e magistrati, il rafforzamento dell’ufficio per il processo e investimenti nella digitalizzazione delle infrastrutture informatiche. Previsti anche interventi per accelerare il pagamento degli indennizzi e regolare i tempi di responsabilità professionale dei notai.

Un capitolo rilevante riguarda l’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Il testo recepisce le nuove direttive Ue sull’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e introduce procedure più stringenti, comprese misure per limitare la permanenza dei richiedenti in luoghi specifici e accelerare l’esame delle domande alla frontiera entro tempi definiti.

Secondo il Governo, il provvedimento punta ad adeguare rapidamente l’ordinamento italiano agli obblighi europei, garantendo al tempo stesso maggiore efficienza del sistema giudiziario e strumenti più rapidi nella gestione delle procedure migratorie.

Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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