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Energia termica, scatta l’obbligo di aumentare la quota da fonti rinnovabili

Pubblicato il decreto del Ministero dell’Ambiente che definisce regole, controlli e sanzioni per le società che vendono calore e raffrescamento. Dal 2026 obiettivi progressivi per incrementare l’uso delle fonti rinnovabili
energia industria

Dal 1° gennaio 2026 le società che vendono energia termica sotto forma di calore per il riscaldamento e il raffrescamento a soggetti terzi, per volumi superiori a 500 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) all’anno, dovranno aumentare progressivamente la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Lo stabilisce il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 2026, che disciplina le modalità di attuazione dell’obbligo previsto dal decreto legislativo 199/2021. Il provvedimento introduce un sistema di obiettivi annuali da raggiungere nel periodo 2026-2030, differenziati in base alla quota di energia rinnovabile già presente nel mix energetico delle singole aziende nel triennio 2022-2024.

L’adempimento dell’obbligo potrà avvenire attraverso il ricorso alle Garanzie di origine (GO) relative alla produzione di calore e freddo da fonti rinnovabili, nonché mediante specifici certificati per il recupero di calore e freddo di scarto. Eventuali quote eccedenti rispetto agli obiettivi fissati potranno essere utilizzate per compensare gli obblighi del periodo successivo.

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) avrà il compito di gestire il nuovo sistema, monitorare i risultati, effettuare controlli documentali e ispezioni e verificare il rispetto degli obblighi. Le imprese interessate dovranno registrarsi entro il 30 settembre 2026 sul nuovo Portale OIERT e comunicare annualmente i dati relativi alle vendite di energia termica e alla quota rinnovabile raggiunta.

Per i soggetti che non rispetteranno gli obiettivi è previsto il pagamento di un contributo compensativo, calcolato in base alla quantità di energia rinnovabile non conseguita. Le somme raccolte confluiranno in un apposito Fondo per la promozione delle fonti rinnovabili termiche, istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), destinato a sostenere nuovi interventi per la produzione di energia termica rinnovabile.

Il decreto aggiorna inoltre la disciplina delle Garanzie di origine e introduce un sistema di certificazione per il calore e il freddo di scarto, con l’obiettivo di favorire il raggiungimento dei target nazionali di decarbonizzazione e aumentare il contributo delle rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffrescamento.

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