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Cybersicurezza, MUR e ACN stanziano 12 milioni per formazione, ricerca e infrastrutture

Dal 30 giugno al 28 luglio università ed enti pubblici di ricerca potranno candidarsi al nuovo bando per rafforzare competenze digitali, mobilità internazionale e sicurezza informatica.
cybersicurezza

Dodici milioni di euro per rafforzare il sistema della cybersicurezza in Italia, puntando su formazione, ricerca e infrastrutture digitali. È questo l’obiettivo del nuovo avviso pubblico promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), con il contributo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), destinato a università ed enti pubblici di ricerca.

Le candidature potranno essere presentate tramite la piattaforma CINECA dalle ore 12 del 30 giugno fino alle ore 12 del 28 luglio 2026.

Il bando si articola in due linee di intervento. La prima, dedicata alla mobilità internazionale, mette a disposizione 8 milioni di euro per finanziare progetti promossi da atenei ed enti di ricerca, anche in partenariato. Le risorse serviranno a sostenere percorsi di alta formazione, programmi di scambio accademico e professionale, workshop e collaborazioni internazionali nel campo della cybersicurezza, oltre al potenziamento delle infrastrutture digitali e della sicurezza informatica. Per ciascun progetto è previsto un contributo massimo di 500 mila euro.

La seconda linea, denominata “Protettori Digitali”, dispone invece di 4 milioni di euro e punta alla formazione di studentesse e studenti universitari sui temi della cybersicurezza, della prevenzione dei rischi informatici, dell’educazione digitale e dell’uso consapevole delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale.

Previsti anche criteri premiali per i progetti capaci di incentivare la partecipazione femminile nei percorsi formativi e di mobilità, con l’obiettivo di ridurre il divario di genere nelle professioni legate alla sicurezza digitale.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-2026 e del Piano di attuazione della direttiva europea NIS2, rafforzando il ruolo del sistema universitario e della ricerca nell’affrontare le sfide della resilienza informatica e dell’uso responsabile delle tecnologie emergenti.

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