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Corte di Cassazione conferma la riduzione dei tetti retributivi per tutti i dipendenti pubblici

La Sezione Lavoro stabilisce che le norme introdotte nel 2014 sui limiti salariali si applicano anche ai rapporti di lavoro già in corso, evitando disparità tra vecchi e nuovi assunti.
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La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 18070 del 3 luglio 2025, ha chiarito che le riduzioni dei tetti retributivi previste dall’articolo 13 del decreto-legge n. 66 del 2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 89 del 2014, si applicano a tutti i dipendenti pubblici e delle società partecipate, indipendentemente dalla data di assunzione.

Secondo la Corte, la normativa costituisce un corpus autonomo e abrogativo delle disposizioni precedenti incompatibili, e la sua applicazione limitata ai soli nuovi rapporti di lavoro avrebbe creato ingiustificate disparità tra dipendenti già in servizio e quelli assunti successivamente. La decisione riafferma l’obiettivo della riforma di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, confermando la piena efficacia della riduzione salariale anche per chi era già impiegato alla data del 1° maggio 2014.

La sentenza segue il rinvio della Corte d’Appello di Roma e definisce in modo chiaro i confini dell’applicazione dei limiti retributivi nel settore pubblico, stabilendo un principio di uniformità nella gestione dei trattamenti economici del personale.

Fonte: Rassegna massimario della Corte di Cassazione

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