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Calano in Europa gli investimenti infrastrutturali degli enti regionali e locali

Un'indagine del CdR dimostra che dal 2010 circa il 40% degli enti infrastatali dell'Unione europea ha registrato un calo degli investimenti nelle infrastrutture. Coinvolti 255 regioni, città, contee e comuni rurali
giornale dei comuni

Dal 2010 oltre il 40 % degli enti infrastatali dell’Unione europea ha registrato un calo degli investimenti infrastrutturali, con una diminuzione superiore al 10 % nel 38 % delle regioni, secondo un’ indagine condotta a livello europeo dal Comitato delle regioni e dei poteri locali (CdR) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). L’indagine ha riguardato quasi 300 rappresentanti di 255 regioni, città, contee e comuni rurali degli Stati membri dell’UE. I risultati sono stati discussi dai rappresentanti regionali e locali dell’UE assieme al vicesegretario generale dell’OCSE, Mari Kiviniemi, nel corso di una riunione della commissione Politica di coesione territoriale e bilancio dell’UE (COTER) del CdR tenutasi recentemente a Bruxelles. “Questa prima indagine congiunta indica che i problemi di governance sono importanti quanto la mancanza di finanziamenti. Il calo degli investimenti è dovuto alla diminuzione dei finanziamenti pubblici, ma è anche il risultato della mancanza di coordinamento tra il Governo nazionale e gli enti territoriali per quanto concerne la pianificazione e il finanziamento dei progetti infrastrutturali. Una situazione che sta penalizzando le imprese private. Dobbiamo migliorare in misura significativa la collaborazione tra il Governo, gli enti infrastatali, il settore privato e le università, allo scopo di generare risultati e stimolare l’innovazione nel settore”, ha affermato il Presidente dell’assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’Ue, Markku Markkula. Nella consultazione sono stati inoltre passati in rassegna approcci innovativi e buone pratiche. “L’indagine indica che molti enti infrastatali europei stanno migliorando la governance degli investimenti infrastrutturali”, ha detto Kaviniemi , aggiungendo che “ad esempio, il piano infrastrutturale di Londra per il 2050 oppure la riqualificazione del centro urbano di Łódź, in Polonia, con più di 100 partner pubblici e privati, sono stati due esempi tra i più interessanti. Il CdR e l’OCSE possono svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere l’apprendimento delle buone pratiche in questo settore”. “Agli enti locali e regionali è riconducibile il 55 % di tutti gli investimenti pubblici”, ha sottolineato il presidente della commissione COTER, Raffaele Cattaneo, mettendo in evidenza che “il CdR è pienamente impegnato a migliorare la pianificazione infrastrutturale a medio termine e a intensificare la collaborazione tra le amministrazioni contigue. Le soluzioni a livello nazionale e quelle sul piano locale dovrebbero completarsi a vicenda, altrimenti le sovrapposizioni e gli ostacoli burocratici rischiano di scoraggiare gli investitori privati e di rallentare l’esecuzione dei lavori”.

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