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Autostrade, i Comuni del Lazio contro gli aumenti tariffari

L'Associazione Terre degli Equi, che abbraccia molti paesi tra Lazio e Abruzzo, denuncia la politica lobbystica dei concessionari che fa lievitare i costi dei pedaggi senza effettuare investimenti adeguati
giornale dei comuni

«L’Autostrada più cara d’Europa aumenta ancora i pedaggi. Una situazione insostenibile per far piacere alla lobby dei concessionari e in particolare all’Autostrada dei Parchi l’A24«. È la critica dell’Associazione Terre degli Equi, il territorio che abbraccia molti paesi tra Lazio e Abruzzo a ridosso dell’autostrada A24, percorsa quotidianamente da chi va a Roma o a L’Aquila per lavoro. “La politica lobbystica dei concessionari sta letteralmente impoverendo tutta la mobilità del Paese – ha affermato Mario Innocenzi, consigliere comunale di Marano Equo – E’ inaccettabile dover sostenere nuovi aumenti dei pedaggi autostradali perchè lo vogliono le lobby a scapito dei cittadini, che già devono affrontare una crisi economica generale”. “Nonostante i gestori autostradali – sottolinea l’Associazione Terre degli Equi – abbiano ridotto i costi di gestione con l’automatizzazione, la riduzione dell’occupazione e della sicurezza, continuano a vedersi, autorizzati dal Governo, aumenti di tariffe del tutto ingiustificati. La rete autostradale è la più vecchia d’Europa e già abbondantemente ammortizzata, i traffici sono in ripresa e sono stati sempre in crescita nel passato trentennio – prosegue la nota – esclusi gli ultimi due anni. I 23 concessionari continuano a realizzare extra-profitti, senza avere vincoli di tutela dell’ambiente e di miglioramento del servizio. Sulla carta sono stati promessi tanti investimenti per giustificare gli aumenti tariffari e il rinnovo delle concessioni senza gara«. Secondo Innocenzi infine, »i gestori hanno imposto al Governo la logica della rendita di posizione monopolista in contrasto con gli interessi generali di sviluppo, con la tutela dei consumatori e le norme europee”.

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