L’Autorità nazionale anticorruzione ha fornito nuove indicazioni per la corretta individuazione del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) da riportare negli atti di gara. Il Comunicato del Presidente n. 2, approvato lo scorso 10 febbraio, chiarisce come le stazioni appaltanti debbano selezionare i CCNL più rappresentativi a livello nazionale e strettamente connessi alle prestazioni dell’appalto o della concessione.
In pratica, le stazioni appaltanti devono fare riferimento ai contratti indicati dal Ministero del Lavoro nelle tabelle per la determinazione del costo medio del lavoro. Se l’appalto riguarda settori non coperti da queste tabelle, sarà il Ministero stesso a indicare il CCNL più appropriato.
Il nuovo Codice degli appalti prevede l’obbligo di specificare nei documenti di gara il contratto collettivo applicabile al personale impiegato, a condizione che il contratto sia valido per settore e area geografica, stipulato da associazioni dei datori e dei lavoratori comparativamente più rappresentative, e strettamente collegato all’attività dell’impresa.
L’indicazione del CCNL non è richiesta, di norma, per servizi a carattere intellettuale o forniture senza posa in opera. Le stazioni appaltanti dovranno inoltre valutare la connessione dei contratti collettivi anche per prestazioni secondarie o accessorie che superino il 30% dell’attività complessiva, seguendo le modalità previste dal Codice e consultando l’Archivio nazionale dei contratti depositato presso il CNEL.
Fonte: ANAC