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Aiuti di Stato nel settore ittico: anche il commercio al dettaglio rientra nei “de minimis”

La Corte di giustizia UE chiarisce che la vendita al dettaglio di prodotti della pesca e dell’acquacoltura è inclusa nella nozione di trasformazione e commercializzazione, ampliando così l’ambito di applicazione degli aiuti “de minimis”
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La Corte di giustizia dell’Unione europea, con sentenza del 23 aprile 2026 (nona sezione), ha stabilito che l’attività di commercio al dettaglio di prodotti ittici rientra nell’ambito di applicazione del regolamento sugli aiuti “de minimis” nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

Secondo i giudici europei, la nozione di “trasformazione e commercializzazione” prevista dal regolamento (UE) n. 717/2014 deve essere interpretata in modo ampio, includendo anche la vendita al dettaglio di prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Tale interpretazione, letta in combinato disposto con il regolamento (UE) n. 1379/2013 sull’organizzazione comune dei mercati del settore ittico, comporta quindi che anche questa attività economica rientri nel perimetro degli aiuti “de minimis”.

La decisione arriva a seguito di una domanda di pronuncia pregiudiziale sollevata dal Consiglio di Stato e chiarisce un punto interpretativo rilevante per l’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato nel comparto ittico, con possibili riflessi per imprese e amministrazioni chiamate a gestire i relativi regimi di sostegno.

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